Partite IVA: nel 2019 crescono gli over35 con la flat tax

21 Febbraio 2020, di Alessandra Caparello

Nel 2019 sono state aperte circa 545.700 nuove partite Iva, con un aumento del 6,4% in confronto all’anno precedente. Rispetto al 2018 l’aumento generale è trainato dalle persone fisiche (+10,5%), grazie alle adesioni al nuovo regime forfetario che dallo scorso anno è stato esteso a 65.000 euro il limite dei ricavi.

Così emerge dall’Osservatorio sulle partite IVA 2019 del MEF secondo cui nell’anno 263.043 soggetti hanno aderito al regime, con un aumento del 34,5% in confronto al 2018 e tali adesioni rappresentano il 48,2% del totale delle nuove aperture di partita Iva. In sostanza lo scorso anno chi ha aperto una partita Iva ha aderito al regime della flat tax.

Nuove partite Iva: a che età si aprono e dove

La flat tax è sostanzialmente la tassa piatta, ossia caratterizzata da un’aliquota fissa, non progressiva. Per le partite Iva questa aliquota è al 15% con una soglia dei ricavi a 65mila euro.
Secondo i dati di sintesi del 2019 snocciolati dal MEF, il 44,8% delle nuove partite IVA lo scorso anno è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,5% da soggetti nella classe 36-50 anni. Il confronto con l’anno precedente mostra un incremento di aperture crescente al crescere dell’età degli avvianti (dal +5,8% della classe più giovane al +29,1%% della più anziana).

Riguardo alla ripartizione territoriale invece , circa il 44% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22% al Centro e il 33,7% al Sud ed Isole.
Rispetto al 2018, tutte le Regioni mostrano un aumento di avviamenti con i maggiori registrati in provincia di Bolzano (+11,9%), Lombardia (+11,6%) e Piemonte (+11%); i più contenuti in Friuli V.G.(+0,5%), Campania (+1,4%) e Sardegna (+2%).
Le aperture sono principalmente per attività commerciali (il 19,7% del totale), seguito dalle attività professionali (17,1%) e dall’agricoltura (9,6%). Rispetto al 2018 fra i settori principali si osservano consistenti aumenti di aperture per l’istruzione (+22,5%), attività professionali (+18%) e costruzioni (+12,4%). Gli unici settori principali in flessione sono l’agricoltura (-5,8%) e le attività manifatturiere (-0,1%).