Panico Borsa Cina, più metà azioni sospese. In 21 giorni perdite uguali a 15 volte la Grecia

8 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) -Finora i tentativi delle autorità di Pechino volti a frenare i forti smobilizzi che si abbattono con cadenza quasi giornaliera sull’azionario cinese non hanno sortito alcun effetto, a parte qualche rialzo sporadico. Al momento l’indice Shanghai Composite cede -3% circa, ma durante la giornata di contrattazioni ha perso fino a -8,2%, al tasso record dal 2007. In tre settimane le perdite hanno ridotto la capitalizzazione di mercato per un valore pari a 15 volte il valore della Grecia. Il debito a margine di Shanghai è crollato -8,5%, riportando la perdita giornaliera più ampia della storia

Per una fase ribassista altrettanto da record, durata 12 sessioni consecutive, i bilanci dei trading a margine sono inoltre scesi. D’altronde, se da un lato incoraggia la speculazione, la Cina sta continuando a ridurre il ricorso alla leva finanziaria per le operazioni di trading a margine (aumentando le richieste dei margini sui futures azionari), con il risultato che il mercato si sta presentando sempre più illiquido.

Durante la notte, almeno 800/900 titoli azionari scambiati sul mercato di Shenzhen sono stati sospesi, così come altre centinaia di titoli a Shanghai, paralizzando praticamente più del 54% di tutto l’azionario cinese ($2,6 trilioni o il 40% del valore).

Nelle ultime sessioni, spaventate da un’ondata ribassista che ha portato l’indice di Shanghai a entrare ufficialmente nel mercato orso alla fine di giugno, le autorità cinesi hanno reso noto che le commissioni sulle transazioni finanziarie saranno tagliate del 30%, a partire dal prossimo 1° agosto, e la Commissione di Borsa cinese ha annunciato che non richiederà più alle società di brokeraggio di costringere i clienti che non dispongono di garanzie sufficienti a vendere le loro azioni.

Ai fondi pensione è stato dato il permesso di acquistare titoli azionari.

Le autorità di regolamentazione cinesi sui mercati hanno invitato poi gli investitori a non effettuare “operazioni short sulla base di rumor” e ad agire in modo razionale e hanno anche minacciato di punire severamente i fenomeni di manipolazione di mercato.

Oggi le sospensioni al ribasso hanno interessato fino al 25% delle azioni scambiate a Shanghai e la metà quasi delle 1694 azioni scambiate sul mercato azionario di Shenzhen. (Lna)