Pakenham (abrdn): “L’inflazione pesa ancora, 2023 positivo per l’high yield europeo”

5 Dicembre 2022, di Luca Losito

La narrativa inflazionistica ha influenzato il 2022 e appesantito i mercati, nel 2023 potrà esserci un rimbalzo importante per l’high yield europeo. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato da Ben Pakenham, head of European high yield and global loans di abrdn, nell’intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di “Wall Street Italia”.

Quali sono i fattori attuali che influenzano i mercati obbligazionario?

Penso che un fattore su tutti stia influenzando i mercati quest’anno, non solo quello del fixed income, ed è la narrativa inflazionistica. Sia le aspettative sull’inflazione che l’inflazione reale viaggiano su livelli molto elevati, e questo chiaramente porta le banche centrali ad alzare parecchio i tassi di interesse. In questo contesto abbiamo visto molte asset class crollare e perdere valore. Il prossimo anno penso che si parlerà meno di inflazione e più di economia reale. Il profilo di rischio dell’high yield si posizionerà tra l’azionario e l’obbligazionario. La correlazione ai titoli obbligazionari ha causato una certa debolezza nel 2022, ma la sensibilità agli utili sarà il driver dei rendimenti nel 2023.

Quali sono i vantaggi e le risorse necessarie per gestire le strategie high yield europee? 

Credo che ci siano molti modi per gestire i fondi high yield, la strategia che utilizziamo noi è focalizzata su un approccio bottom-up. Quindi è importante avere a disposizione un forte gruppo di analisti. Facciamo un grande lavoro nelle ricerche sul credito e passiamo molto tempo ad approfondire la situazione delle aziende in cui potremmo andare a investire. Questa credo che sia la più importante risorsa a nostra disposizione. Oltre ciò penso che ci siano pure altri aspetti importanti, uno di questi è quello di avere un team dedicato all’ESG e uno riservato al fixed income ESG. Penso che sia sempre più importante il modo in cui si formuli un qualsiasi processo legato alla sostenibilità. Abbiamo anche una risorsa legale integrata nel nostro processo che risulta molto importante se si pensa ai diritti degli obbligazionisti.

Quali sono le prospettive di mercato e rendimenti potenziali dell’high yield europeo?

La mia opinione personale al riguardo è che anche l’anno prossimo sarà particolarmente difficoltoso per gli asset rischiosi, e questo include anche l’high yield. Con una pressione significativa sull’economia reale, vedremo allargarsi alcuni spread e indebolirsi i titoli equity sulle small cap. Nella seconda parte dell’anno ci sarà invece un rimbalzo dei prezzi e sono convinto che potremmo avere dei ricavi compresi tra il 5 e il 6%. In linea generale, ritengo che si manifesterà un po’ di debolezza nella prima metà dell’anno e poi un forte rimbalzo nella seconda metà, andando a generare dei ricavi totali positivi sui 12 mesi.