Pagamenti digitali, metteranno ko i contanti anche in Italia

3 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

I pagamenti in contanti, duri a morire in Italia, potrebbero presto perdere appeal. Finora il contante infatti rappresenta ancora il mezzo più diffuso e incide per oltre il 52% sul transato in Italia, ma i “new digital payments” registrano interessanti tassi di crescita (Fonte: Osservatorio Mobile Payment & Commerce, Polimi, 2019).

Secondo il Rapporto 2019 della Community Cashless Society, la piattaforma-Osservatorio creata dalla The European House Ambrosetti, l’economia cashless è rappresentata da catena del valore di cui fanno parte 1.600 imprese che realizzano in totale oltre 11,7 miliardi di euro di fatturato. Una realtà sconosciuta ma già significativa, dunque, e che ha soprattutto enormi potenzialità di crescita inespresse.

Quali sono i nuovi pagamenti digitali oggi disponibili?

Oltre alla tradizionale Carta di credito, non molto innovativa ma evidentemente ancora non il metodo di pagamento privilegiato dalle famiglie italiane, sono sempre più diffusi i “new digital payments”, ossia i wallet digitali.

Da non confondere con i sistemi di virtualizzazione delle carte tramite applicazioni, i wallett permettono di pagare anche somme più ridotte senza costi di apertura né costi di abbonamento. Per gli esercenti, tale strumento presenta il vantaggio di presentare canoni e costi di transazione nettamente inferiori rispetto a carte e bancomat.

Diventa così sostenibile anche per i merchant accettare pagamenti di piccoli importi in modalità cashless. Per ora i consumatori che utilizzano i wallet e gli esercenti fisici e online che accettano questi metodi di pagamento sono ancora una nicchia, ma è solo questione di tempo. Tanto che recenti analisi di mercato anticipano lo storico sorpasso del cashless sui contanti già nel 2022.