Padoan, il primo che non fa marketing?

10 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha ammesso stasera a Bruxelles che le previsioni economiche di fine febbraio della Commissione europea per quanto riguarda la crescita del Pil italiano nel 2014 (0,6%) sono probabimente più precise di quelle che aveva formulato il precedente governo a settembre (1%), e dell’1,1% stimato successivamente dal precedente ministro, Fabrizio Saccomanni. “I numeri che oggi abbiamo sott’occhio – ha detto Padoan parlando alla stampa al termine dell’Eurogruppo di oggi, a cui ha partecipato – sono probabilmente più vicini a quelli della Commissione di quanto non lo fosseero in passato. Le stime hanno un valore statistico, e il mio atteggiamento innanzitutto intellettuale e poi politico, è di essere prudente sulle previsioni, su cui si costruiscono poi le valutazioni di politica di bilancio. Preferisco tenermi basso”, ha concluso il ministro. (TMNews)

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“Ho approfittato dell’usanza con i nuovi membri per esporre all’Eurogruppo a grandi linee il programma di governo basato su aggiustamenti strutturali” improntati “su orizzonti temporali di medio termine cioè l’orizzonte che si è posto il governo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, oggi al suo debutto a Bruxelles. “Il programma – ha aggiunto – passa per riforme strutturali, riduzione del cuneo coperto in modo permanente da tagli di spesa, condizione importante per garantire la sostenibilità di bilancio”.

Su previsioni Pil più vicini a Commissione Ue – “I numeri che abbiamo sott’occhio – ha detto ancora Padoan – sono più vicini a quelli della Commissione di quanto non fossero in passato. Il mio atteggiamento e’ di esser prudente, preferisco tenermi basso”. E parlando delle riforme per crescita e lavoro ha sottolineato che “bisogna cominciare subito. I risultati saranno crescenti nel tempo e probabilmente veramente significativi nel giro di 2-3 anni”.

Italia in Ue per fare cose non per chiedere favori – “L’Italia – ha ribadito il ministro – viene in Europa per fare delle cose non per chiedere dei favori”.

Fondi Ue: Bruxelles, liberati 12 mld fondi nazionali – Intanto proprio oggi Bruxelles attraverso il portavoce del commissario alle Politiche regionali Johannes Hahn fa sapere che con la rinegoziazione della programmazione 2007-2013 tra l’Ue e l’Italia sono stati liberati 12 miliardi di euro di fondi nazionali. L’Italia, che in un primo tempo aveva programmato di cofinanziare al 50%, ha abbassato le sue aliquote al 25%.

Gli impegni all’Eurogruppo sono preceduti per Padoan da un primo incontro bilaterale con Herman Van Rompuy, presidente stabile del Consiglio Ue.

All’Ecofin l’unione bancaria – Poi l’avvio ufficiale dei lavori concentrati su Grecia e Cipro e, domani all’Ecofin, sull’unione bancaria. La messa a punto del sistema di vigilanza unica europea dovrebbe essere alle battute finali e c’è già chi prevede possibili sessioni notturne per arrivare ad una soluzione finale che possa passare a breve all’esame di Strasburgo. Non è escluso però che i tempi possano allungarsi ancora, arrivando fino all’Ecofin di aprile. Una strategia che alcuni Paesi sarebbero pronti a perseguire per restringere il più possibile il campo di azione del Parlamento, costretto, se i tempi tecnici prima dello scioglimento e delle nuove elezioni dovessero essere troppo corti, ad approvare il pacchetto in arrivo così com’è, senza la possibilità di apportare modifiche.

Qualsiasi sia l’esito della riunione, Padoan dovrà comunque tornare a Roma entro mercoledì mattina. Il 12 è infatti in programma l’atteso consiglio dei ministri in cui il governo svelerà ufficialmente le carte sui primi grandi provvedimenti: jobs act, piano casa, edilizia scolastica e, forse – se i nodi saranno sciolti – anche sul taglio del cuneo fiscale. (ANSA)