Oxford Economics: entro il 2030 i robot sostituiranno 20 milioni di posti di lavoro

24 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Quali saranno gli effetti dell’automazione nel lungo termine lo dicono gli analisti secondo cui il numero di robot in uso in tutto il mondo è triplicato negli ultimi due decenni, arrivando a 2,25 milioni. Ma se da una parte l’aumento dei robot porterà benefici in termini di produttività e crescita economica, dall’altra ci sono anche degli inconvenienti da tenere in considerazione.

I robot potrebbero occupare oltre 20 milioni di posti di lavoro nel settore manifatturiero in tutto il mondo entro il 2030, hanno affermato gli economisti di Oxford Economics in un nuovo studio. Nei prossimi 11 anni ci potrebbero essere 14 milioni di robot messi al lavoro solo in Cina.

“Come risultato della robotizzazione, decine di milioni di posti di lavoro andranno persi, soprattutto nelle economie locali più povere che si affidano a lavoratori meno qualificati. Questo si tradurrà quindi in un aumento della disuguaglianza di reddito”.

Tuttavia, se la presenza dei robot aumenta del 30% rispetto alle previsioni di base entro il 2030, i ricercatori hanno stimato che in quell’anno il PIL globale aumenterebbe a sua volta del 5,3%.

“Questo equivale ad aggiungere 4.900 miliardi di dollari in più all’anno all‘economia globale entro il 2030 (ai prezzi di oggi) – equivalente ad un’economia di dimensioni superiori a quelle della Germania”.

Secondo il rapporto, circa un robot su tre nell’industria è installato in Cina e la seconda economia mondiale rappresenta circa un quinto dello stock globale di robot. Entro il 2030, negli Stati Uniti, più di 1,5 milioni di posti di lavoro andranno andati persi a favore dei robot, numeri che in Cina potrebbe superare gli 11 milioni di posti di lavoro.