Osservatorio Findomestic: nel post-Covid prezzi troppi alti e redditi più bassi

8 Luglio 2020, di Alessandra Caparello

A giugno le intenzioni d’acquisto degli italiani tornano ai livelli pre-Covid anche se  per il 73% dei consumatori  i prezzi sono cresciuti mentre i redditi di oltre due terzi (67%) restano inferiori rispetto a febbraio. Così emerge dall’Osservatorio Mensile Findomestic di luglio, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas in collaborazione con Eumetra.

Prezzi salgono ma redditi scendono

Nonostante la voglia di consumare sia tornata alla normalità, nel mese di giugno il 63% degli intervistati dall’Osservatorio Findomestic ha affermato di spendere meno rispetto al periodo pre-Covid: il 14% per problemi economici, il 23% perché è più attento al risparmio, il 26% attende che il contesto migliori.

Il 27% degli italiani a giugno dichiara di avere un reddito molto inferiore rispetto alla fase pre-emergenza e il 40% un po’ più basso. Solo il 18% è ottimista e si aspetta un incremento delle proprie entrate nei prossimi mesi mentre il 30% pensa che il reddito familiare peggiorerà.

Il 49% del campione intervistato dall’Osservatorio Findomestic dichiara di aver ritrovato il piacere di fare acquisti, mentre un 51% lo trova “spiacevole”, in particolare per le code e la perdita di tempo (48%) ma anche perché non si sente ancora sicuro (19%) e avverte l’ansia di dover lasciare in fretta il negozio (17%).

Per gli intervistati le aziende devono puntare su esperienze più “fluide”, ma in particolare lavorare sui prezzi. Secondo il 55%, infatti, non è un buon momento per comprare, il 73% degli intervistati è convinto che oggi i prezzi siano mediamente più alti rispetto al periodo pre-Covid e che quelli migliori si trovino più online che nei punti vendita fisici (48%). Il 59% ritiene che ci siano poche se non alcuna promozione. I consumatori interpellati hanno trovato qualche opportunità soprattutto per carburante (33%) e abbigliamento (25%).

Spinta importante ai consumi può giungere dagli incentivi. Nonostante siano percepiti come strumenti complessi per il 51% degli intervistati, il 57% pensa di utilizzarne almeno uno: 22% per il bonus bici, 31% per l’Eco-bonus ristrutturazione e il 14% per la rottamazione di auto e moto.