Oro: inflazione mette le ali ai prezzi. Citi alza le stime

11 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

La fiammata dell’inflazione negli Usa mette le ali all’oro, considerato scudo contro l’inflazione. Questa mattina il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1853,2 dollari l’oncia in aumento dello 0,2%. Ma gli analisti di Citigroup avvertono: il nuovo slancio per il metallo prezioso potrebbe non durare oltre l’inverno.

“Se i prezzi dell’oro si mantenessero vicino a 1.850 dollari l’oncia questa settimana,  non sono esclusi nuovi afflussi di denaro e 1.900 dollari l’oncia potrebbe essere il prossimo obiettivo al rialzo”, hanno fatto sapere Aakash Doshi, strategist di Citi. “Tuttavia, un dollaro USA più forte e prezzi della Fed più aggressiva nei tassi di interesse a breve termine sono venti contrari per l’allegria del prezzo dell’oro, anche se l’impulso inflazionistico sembra robusto”.

Oro: le stime degli analisti

Come anticipato, i prezzi dell’oro hanno accelerato al rialzo dopo i dati sull’inflazione Usa di ottobre, risultati più caldi del previsto. Le attese erano per un aumento ad ottobre dell’indice dei prezzi al consumo negli Usa del 5,8% su base annua. E invece il dato diffuso il 10 novembre indica un +6,2%, che colpisce ancor di più se si raffronta al +5,4% di settembre. Siamo ai massimi dal 1990 in un contesto che non mette tutti d’accordo.

“Le preoccupazioni per un’inflazione più persistente o anche il potenziale di stagflazione stanno rafforzando la domanda di oro e criptovalute, che potrebbe continuare sa salire nel breve termine poiché l’indice dei prezzi al consumo di novembre dovrebbe continuare a crescere”, ha affermato Doshi, che ha alzato il suo obiettivo di prezzo dell’oro  a 3 mesi dell’11% a $ 1.900 l’oncia e la sua previsione del quarto trimestre a $ 1.800 l’oncia da $ 1.700.

Pur non escludendo possibili nuovi massimi superiori a $ 2.100 l’oncia per il prossimo anno, Doshi ha affermato che il caso base è ribassista per la seconda metà del 2022 fino al 2023. Questo perché le attese sono per un ritmo più veloce di tapering, che sarà comunicato dalla FED a dicembre.

Da Mps Capital Servces fanno notare infine che “l’accelerazione dell’inflazione USA ha dato forza alle quotazioni dell’oro che si sono portate oltre la resistenza 1835 toccando i massimi da giugno, ignorando la forza del dollaro ed il rialzo dei tassi reali USA. Prossima resistenza 1885 $/o.”.