Ora è ufficiale, Trump farà guerra a Amazon

29 Marzo 2018, di Daniele Chicca

Sull’azionario Usa continuano a pesare i cali del settore tech e in particolare di grossi nomi come Facebook e Amazon. Il vero trascinatore della fase rialzista di nove anni della Borsa, ora il comparto rischia di fare una brutta fine. I valori di mercato sono saliti su livelli astronomici rispetto ai fondamentali societari, e ora a rischio ci sono gli investimenti delle milioni di persone che hanno investito nel comparto, rivolgendosi anche a fondi a gestione passiva legati all’S&P 500 o al Nasdaq.

Gli analisti temono che tutti i titoli che si sono meglio comportati nell’ultimo anno siano vulnerabili in questa fase. Negli ultimi giorni numerosi strategist, tra cui quelli di Morgan Stanley e Lazard Asset Management, hanno avvertito che la popolare strategia di trading quantitativa, in cui si tende ad accumulare i titoli più popolari del momento, possa rivelarsi controproducente. Gli analisti quantitativi, in pratica, cercando di replicare la realtà con formule matematiche.

I trader che stanno accumulando posizioni in quelle aree e settori considerati vincenti fino a poco tempo fa, come per esempio l’universo tech e i cosiddetti FAANG (acronimo che sta per Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google), stanno aumentando il pericolo che gli investitori si diano alla fuga, o per lo meno che si formi una lunga fila verso la via d’uscita.

“Se continuano ancora le vendite dei momentum stocks, se prosegue la vendita dei ciclici, allora anche il comparto tecnologico ne pagherà le conseguenze”, dice in un’intervista a Bloomberg TV Max Kettner, strategist di Commerzbank AG, aggiungendo che “ora come ora devo ammettere che sono un po’ impaurito dai tech“.

Lo scenario per Facebook si è incupito dopo lo scoppio dello scandalo del datagate. Ma c’è un altro nome della New Economy che è sotto intensa pressione sui mercati: Amazon. dopo le indiscrezioni stampa, smentite dalla Casa Bianca, sul fatto che la società di e-commerce sarebbe stata presa di mira da Trump, “ossessionato” dal successo del gruppo di Jeff Bezos, a cui il presidente vorrebbe tarpare le ali per scongiurare una nuova serie di fallimenti societari nel settore retail della Old Economy, Trump ha pensato bene di mandare un tweet chiarificatore.

Trump ha spiegato che fin da prima della sua elezione ha espresso preoccupazioni sulle attività di Amazon e sul trattamento fiscale di favore riservato ai dirigenti del gruppo di Seattle. “Al contrario di altri gruppi, pagano poche o zero tasse alle amministrazioni locali e federali e usano il nostro sistema postale come se fosse il loro fattorino, provocando grandi perdite agli Usa”.

Il tempismo dei commenti è a dir poco infelice: Trump ha deciso di fare guerra al colosso dell’e-commerce proprio in un periodo di grande difficoltà del settore tech in Borsa, diciotto anni dopo lo scoppio della bolla dot com. In questo momento, mentre Facebook rimbalza di più del 4% a 159,76 dollari dopo aver perso oltre 80 miliardi di dollari nelle ultime sedute, Amazon è in flessione del -2,54% sotto i 1.400 dollari, in area $1.395.