UBP: le prospettive d’investimento per il 2020

29 Novembre 2019, di Norman Villemin (Ubp)

L’economia globale si trova di fronte a un bivio, con le banche centrali che nel corso del 2019 si sono adoperate per scongiurare il rallentamento della crescita globale.
In assenza di shock esterni, ci aspettiamo che il prossimo anno i banchieri centrali di Stati Uniti ed Eurozona riescano a dare stabilità alla crescita fino a quando si esplicheranno gli effetti della politica di bilancio, nel corso del 2020.

La Cina dovrebbe utilizzare la tregua sopraggiunta sul fronte della guerra commerciale per accelerare la ristrutturazione interna in preparazione di una potenziale ripresa del conflitto dopo le presidenziali americane del 2020.

Dopo anni di complessi scontri politici, cresce la speranza che si possa formare una chiara maggioranza per superare l’impasse parlamentare che ha dominato il dibattito sulla Brexit e che ha pesato sull’economia britannica sin dal 2016.

Nel 2020, l’azionario dovrebbe continuare a sovraperfomare rispetto alle obbligazioni, anche se non sarà facile, per via della transizione, nel corso dell’anno, dal supporto monetario a quello fiscale.

È ipotizzabile che l’indebolimento del dollaro consenta agli investitori di esplorare opportunità al di fuori degli Stati Uniti. La probabilità di una sterlina più forte dopo le elezioni nel Regno Unito depone a favore delle small e mid cap più orientate al mercato domestico, poiché le misure di bilancio previste dovrebbero essere di supporto alla crescita dell’economia britannica.
Anche nell’Europa continentale l’avvio degli stimoli di bilancio dovrebbe essere propizio alle azioni delle small e mid cap focalizzate sul mercato interno.

Per quanto riguarda i portafogli obbligazionari, gli investitori dovrebbero assumere un approccio di preservazione del capitale orientato alla gestione dei rischi, piuttosto che continuare con la ricerca di rendimento, come negli ultimi anni.
Le obbligazioni societarie potrebbero essere esposte a volatilità, tuttavia ci aspettiamo che le banche centrali provino a stabilizzare l’ampliamento del rischio di credito, almeno fino a quando non verranno concretamente applicati gli stimoli di bilancio.

Con i rendimenti dei titoli di stato prossimi ai minimi storici, nel nuovo anno gli investitori dovrebbero guardare più lontano e attuare una maggiore diversificazione tra gli asset “risk-off”, tra cui l’oro e le valute rifugio.

Nel 2020 gli investimenti socialmente responsabili continueranno ad affermarsi su scala globale. I trend dell’impact investing, che si sono propagati sui mercati sviluppati nel 2019, dovrebbero radicarsi altrettanto saldamente sui mercati emergenti con l’inizio del nuovo decennio.
Inoltre, si prevede che metodi più articolati d’investimento ESG assumano maggiore risalto, consentendo agli investitori di creare portafogli su misura per rispondere sia agli obiettivi d’investimento, sia al proprio sistema personale di valori.

  • Cina – Sebbene il conflitto commerciale e strategico con gli Stati Uniti continui a incombere sulla Cina, il confronto ha accelerato la progressiva trasformazione economica del Paese. Per cogliere le opportunità offerte dal mercato cinese, nel 2020 gli investitori dovrebbero muoversi in linea con i policy maker cinesi concentrandosi su tecnologia, healthcare e assicurazioni, insieme alle A-Shares onshore.

Gli investitori dovrebbero posizionarsi parallelamente alle iniziative politiche cinesi di lungo ciclo. Questo approccio ha favorito gli investitori in Cina sin dagli anni Ottanta, quando il Paese è passato dall’essere principalmente un esportatore, a diventare una nazione orientata a sviluppare la propria infrastruttura interna e, più recentemente, a stimolare la propensione ai consumi della popolazione.

  • Azioni britanniche – Dopo anni di crisi politiche, sembra avvicinarsi la fine del caos Brexit, con il conseguente calo dell’incertezza che ha pesato sugli investitori finanziari e sull’economia del paese nel suo complesso. Le elezioni potrebbero stabilizzare il quadro politico, purché da esse emerga un governo guidato dai Conservatori. La sterlina e l’azionario domestico sono destinati a guadagnare terreno in un simile scenario e l’apprezzamento della valuta, l’incremento dei consumi e la più sostenuta attività economica potrebbero favorire settori tra cui il commercio al dettaglio, l’immobiliare, i finanziari e le compagnie aeree.
  • Fintech – Se i tassi di adozione delle nuove tecnologie nel settore fintech sono relativamente bassi, la crescita è rapida e il potenziale elevato. Il segmento dei pagamenti dal nostro punto di vista è il più promettente, poiché fa leva su un duraturo trend al rialzo e margini in miglioramento. Si stima che l’85% delle transazioni globali sia tuttora basato su liquidità o assegni, quindi la tecnofinanza ha notevoli opportunità di crescere.
    Inoltre, il Fintech dovrebbe agevolare il crescente tasso di penetrazione dell’e-commerce, e in seguito trarne beneficio. Si prevede infatti che la percentuale dell’e-commerce sul totale delle vendite al dettaglio cresca dal 12% al 18% entro il 2021.
  • Reddito fisso – Se consideriamo da un lato i circa 13.000 miliardi di dollari di debito scambiati a tassi negativi e dall’altra i rendimenti dei Treasury trentennali prossimi al 2% per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, ecco che le obbligazioni non ci appaiono più l’investimento a basso rischio di una volta.
    Fortunatamente esistono ancora alcune opportunità per gli investitori in obbligazioni, persino in EUR e CHF, che consentono di gestire il rischio e di generare anche piccole performance in uno scenario contrassegnato da minacce a lungo termine per il reddito fisso.

Questa situazione sui mercati obbligazionari mondiali si è venuta a creare per via sia della decisione di adottare tassi negativi sui depositi in gran parte dell’Europa e in Giappone, sia per via dei quasi 10.000 miliardi di dollari di liquidità iniettata nell’ambito del quantitative easing della Federal Reserve, della Banca Centrale Europea e della Bank of Japan sin dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008.

  • Valute – La corsa del dollaro è giunta quasi al capolinea e il biglietto verde si deprezzerà leggermente nel 2020. Ci attendiamo una buona performance per le valute rifugio tradizionali, ossia lo yen e il franco svizzero.
    Il rapporto di cambio EUR/USD dovrebbe progressivamente salire nel 2020, mentre la debolezza dello yuan cinese trascinerà con sé le valute asiatiche.

Ci attendiamo che la Fed continui a ridurre i tassi, dal momento che negli Stati Uniti la crescita e l’inflazione diminuiranno anche nel 2020. La Fed potrebbe inoltre ricominciare il suo programma di quantitative easing. Tassi d’interesse più bassi, combinati alla ripresa degli acquisiti di obbligazioni potranno pesare sul dollaro nel 2020.

  • Materie prime – Mentre le banche centrali occidentali fanno molto affidamento sull’acquisto di obbligazioni per stabilizzare l’economia globale, chi investe in oro potrebbe beneficiare sia dei tassi d’interesse rettificati per l’inflazione sempre più negativi, sia dei persistenti conflitti geopolitici a livello mondiale. L’oro beneficerà anche della crescente volatilità dei cambi e sovraperformerà qualora una delle più importanti banche centrali dovesse intervenire per indebolire la propria valuta.
  • Politica statunitense – Si stanno avvicinando le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, dove è previsto un profondo cambiamento in politica interna ed estera, sia che si riconfermi Trump, sia che vincano i Democratici.
    Anche se la tregua nella guerra commerciale con la Cina terrà, è probabile che emergano altre questioni, tra cui la riforma fiscale e quella della legge sulla concorrenza, in grado di ripercuotersi sui mercati azionari americani.
  • Investimenti responsabili – Le società con solide pratiche ESG non solo sono meglio posizionate di fronte alle sfide future, ma ottengono anche buoni risultati finanziari.
    In un’epoca in cui nella maggior parte delle regioni i governi rafforzano il loro quadro regolatorio per un approccio sostenibile, le imprese che non tengono il passo si accorgeranno da un lato di non essere più in linea con le preoccupazioni degli investitori e, più in generale, di tutta la società, dall’altro di contravvenire alle sempre più numerose normative in questo ambito.

L’approccio sostenibile agli investimenti può essere utilizzato anche per identificare nuove opportunità in un’epoca di sempre più rapidi cambiamenti a livello mondiale.
Le auto elettriche, l’agricoltura e i servizi finanziari sostenibili nei Paesi in via di sviluppo sono solo alcuni esempi di grandi settori che devono parte del loro successo agli sforzi compiuti dalle imprese per accrescere il loro contributo alla sostenibilità.

  • Impact investing – L’impact investing in azioni quotate consente agli investitori di trovare società con prospettive di crescita superiori identificando attività focalizzate sulle più pressanti sfide globali. Il Global Impact Investing Network stima che il valore degli asset gestiti in questo ambito superi i 500 miliardi di dollari.
    Il dato è cresciuto in misura esponenziale negli ultimi anni e le azioni di società quotate, pur essendo una percentuale modesta nell’universo impact, rappresentano una parte considerevole della crescita e riflettono una domanda sempre più sostenuta di asset che generino valore in senso più ampio, e non solo in termini finanziari.