Rothschild AM: le banche centrali si impegnano a rassicurare gli investitori

6 Agosto 2019, di Benjamin Melman (Rothschild AM)

La Fed e la BCE sono riuscite a orientare stabilmente i tassi d’interesse verso bassi livelli, spingendo contemporaneamente al rialzo gli asset di rischio. Gli investitori conservano un certo scetticismo in un contesto di elevata incertezza sia sul fronte politico che economico, ma, almeno per il momento, gli interventi degli istituti centrali permettono di disconnettere i mercati dai fondamentali di base, almeno temporaneamente.

Ad ogni modo, continuiamo a rimanere globalmente piuttosto prudenti data la presenza di un certo numero di rischi:

  1. i mercati scontano già molte delle nuove misure accomodanti dalle Banche centrali, anticipando ad esempio un taglio prossimo ai 100bps da parte della Fed. Cionostante, anche il più convinto sostenitore di un approccio più permissivo alla politica monetaria del FOMC come James Bullard non aveva lasciato presagire altro se non una riduzione moderata e preventiva dei tassi;
  2. è probabile che il rischio politico e le questioni protezionistiche vadano almeno avanti fino alle prossime presidenziali americane, portando ad un atteggiamento attendista da parte dei dirigenti d’impresa e ad una contrazione degli investimenti. Notiamo inoltre che il rischio di hard Brexit sia in netta crescita. Inoltre, non possiamo escludere nuove elezioni in Italia dopo l’estate, con la potenziale vittoria di una coalizione di destra (la Lega guidata da Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni) che portano avanti una campagna elettorale basata su una retorica anti-euro.

Infine approfitteremo della pubblicazione dei risultati societari del secondo trimestre per analizzare la dinamica dei margini aziendali per capire se ci troviamo sull’orlo di un ribasso. In tal caso, in linea con l’inversione della curva dei rendimenti negli Stati Uniti, capiremmo che la fine del ciclo si sta avvicinando.

Alla luce di ciò, le Banche centrali si sono fermamente impegnate a sostenere l’attività per rassicurare gli investitori, per cui non vediamo alcun motivo per modificare la nostra asset allocation, al netto di qualche aggiustamento marginale. Abbiamo, ad esempio, ridotto la nostra esposizione all’azionario giapponese e incrementato quella sulle azioni tematiche come, ad esempio, i Big Data, considerato il dinamismo carente delle revisioni degli utili ma anche, e soprattutto, l’incapacità per non dire l’assenza di volontà, della Banca del Giappone di seguire la Fed e la BCE nella direzione di una politica più accomodante

Punti-chiave:

I mercati stanno già scontando il taglio dei tassi

Continuiamo ad adottare un atteggiamento di prudenza

Siamo sottopesati sulle azioni giapponesi e privilegiamo invece le azioni tematiche.