Lyxor: la reazione degli hedge fund al coronavirus

5 Febbraio 2020, di Jean-Baptiste Berthon (Lyxor AM)

Permane l’incertezza, ma restiamo dell’avviso che l’impatto economico sarà transitorio. I casi segnalati raddoppiano ogni due giorni. Nella migliore delle ipotesi, i provvedimenti delle autorità riusciranno a invertire il trend nell’arco di alcune settimane, con un contenimento del virus entro la fine del primo trimestre. Nello scenario di riferimento, il periodo di incubazione di due settimane porta a un grave contagio internazionale, ma il tasso di mortalità resta basso.
Le restrizioni di viaggio e una maggiore comprensione del virus permettono una risoluzione entro l’estate. Nell’improbabile scenario peggiore, sia il tasso di contagio sia quello di mortalità salgono vertiginosamente, mentre le autorità vengono sopraffatte dal numero di casi. L’epidemia paralizza altri paesi, le restrizioni di viaggio si moltiplicano e l’attività manifatturiera inizia a registrare turbolenze, con ripercussioni più profonde sull’economia globale.

L’impatto del coronavirus sui consumi cinesi potrebbe superare quello della SARS del 2003 (il caso di riferimento finora più simile), in quanto l’epidemia imperversa nel pieno della stagione festiva e i costi connessi alle misure di isolamento potrebbero essere maggiori. Una nota positiva è rappresentata dal fatto che le autorità hanno reagito con maggiore tempestività e il virus di oggi sembra meno letale. L’impatto sulla crescita globale sarà probabilmente transitorio e le autorità politiche dispongono ancora di munizioni fiscali e monetarie per contrastare le ricadute.

La reazione dei mercati è stata finora contenuta e si è concentrata sui segmenti sensibili. I mercati sviluppati hanno perso il 2-3%, le azioni cinesi sono scese dell’8%, mentre USD, JPY e CHF si sono apprezzati a scapito dell’EUR e delle valute emergenti. I titoli di Stato dei mercati sviluppati hanno ceduto 15-20 pb. Dal punto di vista settoriale, i più penalizzati sono stati energia, materiali, beni di consumo ciclici e titoli value, a differenza di beni rifugio, utilities, salute e titoli growth.

Gli hedge fund hanno ridimensionato le posizioni più esposte, ma sono alla ricerca di punti di ingresso. I gestori Global Macro hanno leggermente ridotto il rischio e incrementato l’esposizione ai titoli di Stato, pur non alterando di molto i loro portafogli. Alcuni gestori considerano che la reazione dei mercati sia esagerata in quanto sconta implicitamente una crescita cinese inferiore al 5%. I CTA hanno lievemente aumentato il loro rischio complessivo, tramite le azioni statunitensi e asiatiche, utilizzando come copertura i Treasury USA e maggiori esposizioni all’oro. Detengono attualmente posizioni short sull’energia, ma restano neutrali sui metalli di base.

La maggior parte dei gestori L/S Equity ha ridotto le proprie esposizioni ai settori dei consumi discrezionali, dei materiali di base, dell’energia, delle compagnie aeree ai titoli asiatici più vulnerabili. Per il resto, i portafogli sono rimasti pressoché invariati. A fronte di valutazioni più basse, i gestori sono perlopiù in attesa di punti di ingresso.
In particolare, i fondi azionari cinesi hanno perso circa il 6% ed erano altamente correlati. Hanno leggermente incrementato le loro esposizioni, a riflesso delle condizioni azionarie di ipervenduto in Cina. I gestori Event Driven sono rimasti sostanzialmente fermi, astenendosi dall’apportare modifiche significative nei loro portafogli.