Inflation Reduction Act Usa: una spinta vigorosa alle tecnologie di transizione energetica

6 Dicembre 2022, di Natalia Luna (Columbia Threadneedle Investments)

Ad agosto gli Stati Uniti hanno approvato un’importante pietra miliare nel campo della politica climatica con l’introduzione dell’Inflation Reduction Act (IRA). Trattandosi del più grande atto legislativo federale mai approvato per affrontare il problema del cambiamento climatico, crediamo che avrà un effetto profondo su tutti i settori nei prossimi decenni.

La legge prevede ingenti crediti d’imposta per tutti i settori economici che svolgono un ruolo chiave nel conseguimento della piena decarbonizzazione: energia, trasporti, edifici e agricoltura. All’interno dei singoli settori di transizione, la legge punta a offrire un supporto lungo l’intera catena del valore, dai consumatori finali fino ai fornitori, con il chiaro intento di sovvenzionare la produzione nazionale di queste tecnologie.

L’obiettivo principale è sostenere i produttori statunitensi e a tal fine la legge sussidia la fabbricazione sul territorio USA di componenti destinati alle energie rinnovabili, alle batterie e ai veicoli elettrici per ridurre la dipendenza dalla Cina. L’Inflation Reduction Act propone di stanziare più di 60 miliardi di dollari per la produzione onshore lungo l’intera catena di approvvigionamento delle tecnologie pulite per l’energia e i trasporti. Riteniamo che questa spinta verso la localizzazione della filiera produttiva e il re-shoring della produzione statunitense avrà notevoli implicazioni macro e strategiche nel prossimo decennio. Il sostegno fiscale allo sviluppo delle aziende nazionali, insieme a una maggiore attenzione alle emissioni di carbonio e alla necessità di catene di approvvigionamento più trasparenti e meno complesse, potrebbe incentivare i settori ad accelerare il rientro in patria come strategia per raggiungere lo zero netto. Riteniamo che ciò possa avere un impatto trasformativo su tutti i settori, in particolare su quelli delle energie rinnovabili e dei veicoli elettrici.

L’IRA metterà a disposizione almeno 369 miliardi di dollari per sostenere le tecnologie pulite in diversi settori (Figura 1), tra cui energie rinnovabili, idrogeno, nucleare, cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) e veicoli elettrici. La maggior parte dei crediti d’imposta è disponibile per circa 10 anni, quindi le aziende avranno visibilità sulla voce crediti fiscali nel prossimo decennio, e ciò favorirà la realizzazione di investimenti e progetti. Credit Suisse stima che, grazie ai finanziamenti verdi in sovvenzione e all’effetto moltiplicatore dei sussidi e dei prestiti federali, il totale dei finanziamenti pubblici e privati in quell’arco temporale potrebbe aggirarsi sui 1.700 miliardi di dollari.

Figura 1: Ripartizione settoriale dei fondi IRA

Questo ampio pacchetto di stimoli rappresenta un’importante pietra miliare nel rafforzamento degli obiettivi e delle politiche climatiche degli Stati Uniti. Si prevede inoltre che le misure contribuiranno ad accelerare la decarbonizzazione negli Stati Uniti e a ridurre le emissioni del 40% circa entro il 2030, avvicinandosi all’obiettivo del 50% fissato dal presidente Biden (Figura 2). La maggior parte dei progressi dovrebbe provenire dall’energia solare, dall’idrogeno pulito, dalla CCS e dai veicoli elettrici.

Figura 2: Emissioni di gas serra negli Stati Uniti e proiezioni

La notevole estensione dei crediti d’imposta per le rinnovabili darà grande impulso soprattutto all’adozione dell’energia solare. Le misure dell’Inflation Reduction Act, unite al continuo miglioramento delle condizioni economiche, potrebbero raddoppiare la crescita dell’energia solare negli Stati Uniti nel prossimo decennio. Tuttavia, la dipendenza dall’Asia per i componenti e i problemi sul fronte dei diritti umani associati alla manodopera cinese sono ostacoli da superare. L’espansione delle rinnovabili contribuirà anche allo sviluppo dell’idrogeno verde come fonte energetica chiave.

Di fatto, riteniamo che l’Inflation Reduction Act rivoluzionerà completamente il settore dell’idrogeno e lo sviluppo del ramo CCS (Carbon Capture and Storage). Crediamo inoltre che il cospicuo aumento dei crediti d’imposta 45Q per i progetti CCS sia un catalizzatore chiave in grado di accelerare gli investimenti in questo settore. Questi investimenti e incentivi andranno a vantaggio delle major energetiche, che sono i principali promotori della tecnologia CCS in virtù delle loro competenze e abilità e dell’accesso alle infrastrutture necessarie.

Infine, il notevole ampliamento dei crediti d’imposta destinati ai consumatori per l’acquisto di veicoli elettrici, previsto dall’Inflation Reduction Act, sosterrà ulteriormente la diffusione negli Stati Uniti di queste autovetture. L’estensione del credito di 7.500 dollari per l’acquisto di nuovi veicoli elettrici e l’introduzione di un credito di 4.000 dollari per l’acquisto di veicoli elettrici usati sono fondamentali per accelerare la domanda e l’offerta nei prossimi due anni. Inoltre, il fatto di circoscrivere il sussidio ai soli veicoli che soddisfano precisi requisiti nazionali avrà un effetto molto positivo sulle case automobilistiche statunitensi.