di Giovanni Falcone

Banca Popolare di Bari, osservazioni sull’indagine della magistratura

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Banca Popolare di Bari, avviata un’indagine da parte della magistratura barese 

Stante ai rumors apparsi sulla stampa di oggi, apprendo di una indagine della Procura della Repubblica di Bari nei confronti dei vertici – Presidente Jacobini & Figli – per presunte irregolarità nella gestione della Banca Popolare di Bari, con presunte irregolarità nei bilanci, prestiti allegri e addirittura “maltrattamenti ed estorsione” ai danni di un funzionario.

Se queste sono le accuse, peraltro tutte da provare, verrebbe da dire: embè, qual è la novità?

Intanto diciamo che trattasi del più grande, forse l’unico Istituto di credito del Mezzogiorno con solide basi ramificate sul territorio che, negli ultimi anni, anche grazie a giudizi favorevoli della Banca d’Italia sta sempre più assumendo i connotati di una banca di portata nazionale.

Ricordo personale

Al netto dei lavori in corso da parte dell’Autorità giudiziaria, trattasi dell’Istituto presso il quale, dopo aver volontariamente lasciato il Corpo della Guardia di finanza, fui assunto come Responsabile Aziendale Antiriciclaggio e Rapporti con le Autorità inquirenti  (1999/2007).

Ho svolto il citato incarico in assoluta autonomia ricevendo in otto anni ben cinque ispezioni dall’Organo centrale di vigilanza (ex UIC) – due direttamente e tre presso Istituti cui tenevamo il controllo al 100% – senza mai ricevere alcun rilievo anzi, solo complimenti dagli stessi Ispettori della Banca d’Italia intervenuti di volta in volta.

Questa è storia!

Grazie a questa opportunità, ho avuto la possibilità di conoscere in maniera più approfondita un lavoro che conoscevo solo in parte, nella veste di Ufficiale nel Corpo di provenienza.

Lavoro che ancora oggi svolgo attraverso la Falcone Consulting Srl.

Osservazioni

Se oggi fossi chiamato a fornire un giudizio sulla Governance ed organizzazione di questa banca, per quanto parlo di conoscenze datate, direi che il vero problema di questa società del credito è che forse non è mai stata una banca nel senso più compiuto del termine, intesa come distinzione di ruoli e responsabilità delle funzioni, bensì una “ditta individuale” cui ci si faceva riferimento per ogni iniziativa di qualunque specie e natura.

Trattasi di un problema per il quale ho ragione di credere che sia stato sollevato anche dall’Organo centrale di vigilanza che, nella realtà non ha mai trovato soluzione.

Per intanto aspettiamo l’esito delle indagini appena iniziate.

Buon lavoro all’Ufficio inquirente!