Omicidio Jo Cox: campagna e voto Brexit nel limbo

17 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Non ce l’ha fatta Jo Cox, la deputata britannica laburista uccisa a Birstall vicino Leeds  da un uomo che l’ha colpita gridando “Britain First”. E ora non solo la campagna elettorale ma anche lo stesso voto sull’uscita del Regno Unito dall’Europa Unita è in discussione.

L’uomo, un 52 enne – Thomas Mair secondo la stampa britannica – ha colpito la Cox appena terminato un incontro con i suoi elettori, con un coltello e anche un’arma da fuoco, secondo quanto racconta un testimone oculare, Hithem Ben Abdallah.

“L’ha colpita e l’ha presa per i capelli”- racconta l’uomo. La colluttazione fra i due sarebbe durata una ventina di muniti  e la donna avrebbe lottato contro il suo aggressore prima di finire sanguinante a terra. Trasportata d’urgenza in ambulanza all’ospedale di Leeds, la deputata stella nascente del centro sinistra inglese è deceduta qualche ora dopo.

Sgomento e rabbia nella pubblica opinione per un omicidio assurdo dettato dall’odio e dalla violenza misto a fanatismo. La polizia sta investigando e il movimento politico “Britain First”, movimento di estrema destra anti Ue a favore della Brexit, guidato dall’ex consigliere del British National Party, Paul Golding, si è totalmente dissociato dal gesto, dichiarandosi sconvolto dall’accaduto.

Jo Cox, 41 anni, strenua sostenitrice della campagna per il “Remain”, la permanenza del Regno Unito nell’Unione europea nel referendum del 23 giugno, laureata all’università di Cambridge, ha lavorato per anni per Oxfam, l’organizzazione non governativa e umanitaria, prima di essere eletta l’anno scorso come deputata per il seggio di Batley e Spen. Lascia due bambini e un marito, Brendan Cox, ex executive di Save The Children e consigliere speciale dell’ex premier laburista Gordon Brown, che affida ad una foto su Twitter il suo ricordo della moglie.

“Oggi è l’inizio di un nuovo capitolo nella nostra vita, più difficile, più doloroso, meno gioioso, meno pieno di amore. Io e gli amici di Jo continueremo a lavorare ogni momento della nostra vita per amare e nutrire i nostri figli e per la lotta contro l’odio che ha ucciso Jo. Jo credeva in un mondo migliore e ha combattuto in tutti i giorni della sua vita con energia e amore. Avrebbe voluto due cose: che ora i nostri preziosi bambini siamo immersi di amore e che tutti si uniscano nella lotta contro l’odio che l’ha uccisa. L’odio non ha un credo, una razza o una religione, è velenoso”.

Campagna e voto su Brexit nel limbo

Si ferma la campagna pro e contro la Brexit. Una volta appresa la notizia, Boris Johnson, ex sindaco di Londra ha sospeso il tour sul bus della campagna referendaria “Vote Leave”. Si ferma anche il fronte opposto “Remain”. Così commenta David Cameron, primo ministro inglese:

“La morte di Jo Cox è una tragedia per la Gran Bretagna. Era una parlamentare impegnata e premurosa, i miei pensieri vanno a suo marito Brendan e ai suoi due figli piccoli”.

Anche il nostro premier Matteo Renzi condanna l’aggressione mortale.

“Un orribile atto di odio che getta un’ombra sul cuore di tutti noi; odio che non prevarrà mai né in Inghilterra né altrove”.

Fanno discutere però le parole espresse su Twitter dal senatore Bartolomeo Pepe, eletto con il Movimento 5 Stelle e ora nel gruppo GAL, Grandi Autonomie e Libertà.

“#JoKox colpire uno per educare cento”.

Un commento che ha suscitato le ire e l’indignazione della rete. Come riporta Repubblica – “Non contento, il senatore ha ritenuto di dover precisare meglio il suo pensiero scrivendo: “Siano lecite le riflessioni sul tentativo di forzare l’orientamento popolare”. L’idea di Pepe, par di capire, è che dietro l’omicidio della deputata britannica ci sia la mano di chi vuole sabotare il referendum sulla Brexit”.

Fonte principale: Reuters