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Nvidia torna a muovere l’asticella più in alto. Il produttore americano di chip ha diffuso previsioni di vendita per il trimestre di gennaio nell’ordine dei 65 miliardi di dollari, circa 3 miliardi sopra le previsioni. Un segnale forte, soprattutto alla luce dei timori — crescenti nelle ultime settimane — che il boom dell’AI potesse avvicinarsi a un punto di saturazione.
“C’è stato molto parlare di bolla dell’intelligenza artificiale. Dal nostro punto di vista, vediamo tutt’altro”, ha commentato il CEO Jensen Huang.
La reazione del mercato non si è fatta attendere: il titolo ha guadagnato circa il 5% nell’afterhours, portando la capitalizzazione vicina ai 4.5 trilioni di dollari.
Crescita “mostruosa”
Nel trimestre passato chiuso il 26 ottobre, l’utile adjusted per azione, nel terzo trimestre, è stato di 1,30 dollari, contro l’1,25 dollari delle stime, su 57,01 miliardi di dollari di ricavi, contro i 54,92 miliardi del consensus. Quasi interamente merito della divisione data center, che genera 51,2 miliardi, ben sopra le stime di mercato. L’utile netto si è attestato 1,30 dollari, o 31,91 miliardi di dollari, in rialzo del 65% rispetto a un anno prima.
La scalata di Nvidia non conosce pause: in tre anni il fatturato trimestrale è decuplicato, mentre l’utile netto annuale atteso potrebbe superare le vendite combinate di storici rivali come Intel e AMD. Numeri che raccontano una trasformazione epocale: Nvidia non è più un produttore di GPU, ma la “infrastruttura” portante del nuovo mondo AI.
Lo spettro della Cina esclusa
Non mancano tuttavia elementi di incertezza. Le restrizioni imposte dagli Stati Uniti sull’export di chip avanzati verso la Cina continuano a pesare. Huang è stato chiaro: “Le nostre previsioni per la Cina sono pari a zero”.
Nonostante alcuni ammorbidimenti normativi, il segmento rimane sostanzialmente bloccato — e parliamo di uno dei mercati più grandi al mondo per capacità di calcolo. La società ribadisce comunque che la domanda extra-Cina è sufficiente a sostenere la crescita nel breve termine.
Le maxi-alleanze e le critiche degli investitori
A generare discussioni tra gli analisti ci sono anche le partnership multimiliardarie. Nvidia, insieme a Microsoft, ha annunciato investimenti fino a 15 miliardi in Anthropic, con accordi che prevedono acquisti massicci di capacità computazionale su Azure e un’intensificazione della collaborazione tecnologica.
Alcuni investitori temono però che questi patti possano creare “domanda artificiale”, gonfiando volumi che derivano da accordi incrociati più che da una richiesta organica. Huang ha difeso le operazioni, sostenendo che gli investimenti in OpenAI e Anthropic siano destinati a generare ritorni significativi e a consolidare relazioni strategiche nel cuore dell’ecosistema AI.
Sul fronte competitivo AMD, Broadcom e Qualcomm stanno accelerando, mentre diversi operatori cloud stanno sviluppando chip proprietari. Nonostante questo, Huang si dice tranquillo: più clienti che mai — afferma — tornano da Nvidia dopo aver testato alternative.
Oggi la società controlla ancora oltre il 90% del mercato degli acceleratori AI, e continua a espandere la propria offerta integrando hardware, networking e software. La nuova generazione Blackwell, a detta del CEO, sta registrando vendite “off the charts”.
La reazione del mercato
Fra gli osservatori, il commento di David Pascucci, Market Analyst di XTB, offre una sintesi efficace della situazione:
“Il titolo reagisce bene alla trimestrale e sale immediatamente di un +5% in afterhours, chiudendo la sessione a +4,83%. Un rialzo forte che porta le quotazioni a ridosso dei 196 dollari, con un massimo di 198,60. Trimestrale positiva, reazione positiva, ma il titolo resta sotto i massimi delle ultime settimane.”
Pascucci sottolinea la straordinarietà dei risultati e dello scenario futuro:
“Nvidia potrebbe sfiorare i 200 miliardi di dollari di fatturato nel 2025. È un’azienda clamorosa dal punto di vista dei fondamentali. Ma sulla valutazione permane qualche dubbio: 5.000 miliardi di capitalizzazione riflettono davvero la realtà, oppure siamo in bolla? Da un lato i numeri suggeriscono che possa essere plausibile; dall’altro, confrontando quella cifra con qualsiasi altra grandezza economica, siamo fuori scala.”
Il cuore del dibattito resta quindi lo stesso: Nvidia continua a macinare record, ma il mercato deve ancora decidere se questi risultati giustificano un valore azionario senza precedenti o se il rischio di surriscaldamento rimane dietro l’angolo.