Mercati

Nvidia, oggi la trimestrale: mercati in apnea in attesa dei conti

Fari dei mercati accessi su Nvida: oggi, mercoledì 19 novembre, a mercati chiusi, il produttore americano di chip presenterà i conti del terzo trimestre fiscale. Si tratta di un appuntamento carico di attese alla luce del ruolo chiave che che la società ricopre per il comparto dell’Intelligenza artificiale: la società guidata da Jensen Huang, dopo aver superato i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione (oggi circa 4.600), è diventata l’asset che più di ogni altro orienta l’umore degli investitori e la percezione sulla solidità del ciclo dell’intelligenza artificiale.

Le attese restano bullish

Le attese del sono elevate: secondo le stime indicate da Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, i ricavi dovrebbero attestarsi intorno ai 55 miliardi di dollari, con una crescita superiore al 55% su base annua, mentre l’EPS adjusted è previsto a 1,26 dollari. Business Insider ricorda che gli analisti sono ancora ampiamente ottimisti. Bank of America parla di valutazione “ancora appetibile” e di un ritorno potenziale in doppia cifra grazie alla pipeline Blackwell, Blackwell Ultra e Vera Rubin.

UBS vede ricavi leggermente sopra consensus a 56 miliardi e margini in ulteriore ripresa, mentre CFRA Research ritiene “ragionevoli” le proiezioni di lungo termine con una TAM (fatturato massimo possibile) potenziale tra 3.000 e 4.000 miliardi entro fine decennio..

Data Center: il cuore pulsante del business

Come ricorda Diodovich, In ogni caso, il segmento che determinerà  più di ogni altro le fortune della società è il Data Center, ovvero il segmento che riguarda la vendita di chip per i grandi centri dati, quelli che alimentano i servizi di intelligenza artificiale. Nel trimestre precedente Nvidia ha generato 41,1 miliardi di dollari da questo segmento su un totale di 46,7. Per il nuovo trimestre ci si aspetta un altro balzo fino a 49,5 miliardi. Significa che quasi ogni dollaro di ricavo su dieci arriva proprio da qui.

Gli investitori guardano soprattutto a quanto velocemente verrà adottata la nuova piattaforma Blackwell, che dovrebbe diventare la spina dorsale dei futuri prodotti Nvidia. Il dubbio è capire se i grandi operatori del cloud — come Amazon, Google e Microsoft — stiano rallentando gli ordini per utilizzare quelli che hanno già acquistato oppure se stiano ancora accelerando.

Per UBS il punto centrale sarà capire “quanto rapidamente potrà essere installata l’infrastruttura AI” e se Nvidia dipenda troppo da pochi clienti molto grandi. Una questione chiave, considerando che i big della tecnologia hanno annunciato investimenti complessivi nell’AI per oltre 1.600 miliardi entro il 2030.

Ordini, margini e il nodo Cina

Altro elemento su cui si focalizzerà il mercato riguarda la visibilità pluriennale sugli ordini. Negli ultimi mesi è circolato il numero di 500 miliardi di dollari tra prenotazioni e contratti potenziali. Se confermato, il tema della “bolla AI” perderebbe molto peso: difficilmente i clienti impegnano capitali simili se non prevedono un ritorno di lungo periodo.

Sul fronte dei margini, Nvidia parte dal 72,4% del trimestre precedente, penalizzato dalle restrizioni sull’export verso la Cina. Per il terzo trimestre gli analisti si aspettano un recupero, con UBS che stima un margine lordo del 73,5% e un ulteriore balzo al 75% nel quarto.

Il tema Cina ormai pesa meno sui numeri: il ban americano ha portato i ricavi dei chip più avanzati quasi a zero, contro un 95% di quota di mercato solo due anni fa. Resta aperto il rischio di accelerazione del settore GPU locale cinese, in un contesto di frammentazione tecnologica sempre più evidente.

Gaming, AI PC e software: le nuove linee di crescita

Oltre all’AI, c’è un settore di Nvidia che sta tornando a crescere con forza: il gaming. Nel secondo trimestre le vendite legate ai videogiochi sono salite a 4,3 miliardi, con un aumento del 49% rispetto all’anno precedente. Merito delle nuove schede grafiche RTX serie 50, del servizio GeForce Now e del fatto che sempre più PC integrano funzioni basate sull’AI.

Un’altra area in espansione è quella del software. Nvidia non vende più solo chip: offre anche strumenti e piattaforme che aiutano aziende e sviluppatori a usare l’intelligenza artificiale in modo più semplice. Parliamo di CUDA, delle librerie AI e di vari servizi professionali. Se questa parte del business crescerà, Nvidia potrà contare su entrate più stabili e meno dipendenti dai cicli dell’hardware — un vantaggio che gli investitori guardano con molta attenzione.

Quale possibile reazione sui mercati?

Visti i 4.600 miliardi di capitalizzazione e il peso dell’azienda negli indici globali, la reazione potrebbe essere violenta. Gli scenari delineati da Diodovich sono tre:

  • Numeri eccezionali e guidance forte: ricavi oltre 55 miliardi, EPS sopra 1,26 dollari. In questo caso l’intero comparto AI potrebbe vivere un rally;
  • Numeri in linea ma tono prudente: indicherebbe un possibile rallentamento della domanda. Il titolo potrebbe muoversi in laterale, con prese di profitto e rotazione su nomi più difensivi.
  • Risultati sotto attese oppure outlook debole: in questo caso la narrativa della “AI bubble” tornerebbe prepotente. Pressione sui growth a livello globale.

Dal punto di vista tecnico, David Pascucci (XTB) ricorda che il titolo, a ridosso dei minimi di ottobre, ha già perso il 15% dai massimi bruciando 700 miliardi di capitalizzazione. La volatilità attesa in after hours è dell’ordine dell’8%: “con un prezzo intorno a 180 dollari, il range atteso potrebbe oscillare tra 195 dollari e 168 dollari”.