Nuovo canale di Panama, ecco le conseguenze per le merci

9 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

NEW YORK (WSI) – L’allargamento del canale di Panama, la cui importanza era andata diminuendo negli anni proprio per l’insufficiente capienza date le navi cargo odierne, potrebbe avere conseguenze importanti sui flussi commerciali degli Stati Uniti. A giugno il progetto da 5,25 miliardi di dollari che renderà i limiti dimensionali del canale due volte e mezzo più elevati diverrà operativo; molte navi, allora, anziché salpare dalla costa Ovest, dirette verso l’Asia dopo aver attraversato gli Usa in treno, potrebbero partire direttamente dalla costa Est. Infatti, potendo permettere il passaggio di navi più capaci il nuovo canale di Panama, attraverso la riduzione dei costi unitari di trasporto, potrebbe rendere più conveniente evitare il trasporto su rotaia che fino ad oggi era l’opzione di base per le merci in transito da e verso il Pacifico.

Secondo alcuni analisti se i costi del trasporto marino in partenza dalla costa Est scenderanno sufficientemente la più ovvia conseguenza sarebbe un duro colpo alle ferrovie occidentali statunitensi; è di questo avviso Nerijus Poskus, esperto di trasporti internazionali presso Flexport. Ferrovie dell’Ovest come Bnsf, sussidiaria della Berkshire Hathway di Warren Buffett potrebbero perdere volumi, mentre crescerebbe l’importanza di quelle orientali, afferma Poskus, come Norfol Southern, Cn e Csx.

Sembra, però, che le variabili in grado di determinare la deviazione dei flussi commerciali dalla rotaia al mare siano molteplici. Tanto che Union Pacific, il più importante fra gli operatori ferroviari americani per volumi di trasporti, e che opera solo nell’Ovest del Paese, non sembra preoccupata dall’imminente allargamento del canale di Panama.

“Penso che i porti della costa Ovest rimarranno un competitor molto forte” afferma a Business Insider Eric Butler, vicepresidente esecutivo della Union Pacific, “non stiamo cambiando la nostra prospettiva e il nostro outlook rispetto a quelli degli ultimi due anni”.

Tre sono infatti i principali limiti che si frappongono nel nuovo modello di transito delle merci: i porti orientali non sufficientemente capienti, almeno nell’immediato; si presenterebbe la necessità d’investire in container supplementari, per far fronte al traffico marino in aumento, che allunga i tempi di 1-2 settimane; infine le navi che transiteranno dai porti della West Coast stanno diventando ancora più capienti di quelle che potrebbe far transitare il nuovo canale di Panama.

Fonte: Business Insider