Nucleare, Ue tenta di salvare accordo Iran. “Piano B è la guerra”

14 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Mentre cala il prezzo del greggio oggi in avvio di settimana, portandosi sotto a 70,75 dollari al barile, non si allentano le tensioni tra Iran e Usa con una vittima designata, l’Ue.

L’Europa difatti, allarmata dal ritiro annunciato dal presidente Donald Trump dall’accordo sul nucleare con Teheran, cerca con urgenza un modo per tenere insieme l’accordo ed evitare un’ulteriore escalation di violenza in Medio Oriente.

Germania, Francia e Regno Unito si sono imbarcati così in una missione diplomatica per salvare ciò che possono dell’accordo, sia per mantenere l’Iran dalla loro parte che per proteggere le compagnie europee dalle sanzioni degli Stati Uniti che minacciano di mandare in fumo miliardi di dollari di investimenti, dal petrolio all’aerospaziale.

I ministri degli Esteri del Regno Unito, della Francia e della Germania si incontreranno domani con il loro omologo iraniano, Javad Zarif, a Bruxelles proprio per discutere su come procedere. Proprio Zarif durante la sua visita a Mosca, dove è arrivato dopo aver fatto tappa a Pechino e da cui ripartirà alla volta di Bruxelles, ha affermato che l’Iran vuole “garanzie” dai firmatari dell’accordo sul nucleare del 2015, dopo il ritiro degli Stati Uniti, sul fatto che gli “interessi di Teheran saranno difesi”.

Secondo l’ambasciatore iraniano in Gran Bretagna, Hamid Baeidinejad in un post su Twitter, il primo ministro Theresa May ha detto al presidente iraniano Hassan Rouhani in una chiamata telefonica avvenuta domenica che i tre ministri degli esteri europei presenteranno a Zarif un “pacchetto di iniziative” per proteggere l’attuazione dell’accordo, mirando ad assicurare che l’Iran riceva “il vantaggio economico dell’accordo”.

La Francia insiste sul fatto che le nazioni europee devono essere disposte a discutere questioni come il programma iraniano sui missili balistici e il suo ruolo destabilizzante in Medio Oriente, ma l’accordo nucleare deve reggere.

“Al momento, è l’unica proposta diplomatica sul tavolo”, ha detto in un’intervista il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian al quotidiano Le Parisien.

“Non esiste un piano B. Il piano B è guerra“.

Emblematiche le parole della cancelliera Angela Merkel che, parlando nella città di Münster, ha detto che con l’ultimo attacco di Trump alle relazioni transatlantiche, oltre al suo ritiro dall’accordo sul clima di Parigi e le dispute commerciali, le istituzioni multilaterali del mondo sono “in crisi reale”.

Se tutti fanno semplicemente ciò che vogliono, allora è una brutta notizia per il mondo.