Non solo Fitch. Anche Bruxelles teme l’uscita di scena di Monti

23 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Roma – E’ martedì pomeriggio quando gli sherpa economici dei governi si riuniscono in teleconferenza per prepararsi all’autunno caldo della moneta unica. All’Euro Working Group sul tema della crisi in Italia c’è stato appena un accenno. Per ora non è la prima fonte di preoccupazione, a differenza di Grecia e Spagna. Ma quel che viene detto – oltretutto qualche ora prima che a Roma i partiti rilancino il dibattito sul voto a novembre – lascia capire come in Europa si veda (male) l’ipotesi di mettere fine al governo Monti.

Una traccia del pensiero dell’Unione si trova nei documenti scritti a Bruxelles per preparare la conference call:

“Sul medio periodo il pericolo maggiore per l’Italia è che vengano smontati pezzi delle difficili riforme strutturali approvate dal governo Monti, così come il timore che ci siano arretramenti rispetto alle misure prese per mettere in sicurezza i conti pubblici”. È questa la paura di Bruxelles e delle altre capitali europee. E durante la riunione il tema riemerge.

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