“Noi siamo la bolla. No exit strategy per la Fed”

22 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “La domanda non deve avere sul tapering. La domanda è fino a quale punto (la Fed) aumenterà l’acquisto di asset, fino a $150 miliardi, $200 miliardi, o $1.000 miliardi al mese”. Lo afferma Marc Faber, guru dei mercati noto per essere ribassista.

A suo avviso, i mercati si stanno concentrando troppo sul “tapering”, ovvero sull’eventuale decisione della Fed di staccare la spina alla liquidità-droga immessa sui mercati da Ben Bernanke, che al momento viene assicurata con l’acquisto di Treasuries e titoli legati ai mutui per un valore di $85 miliardi al mese.

Ma, in una intervista rilasciata alla trasmissione Squawk Box del canale televisivo Cnbc, Faber descrive la Fed come una sorta di prigioniera di se stessa.

A suo avviso le manovre di quantitative easing rimarranno, ci sarà di fatto un QE4, dal momento che “ogni programma che viene introdotto dai governi in condizione di emergenza e alla stregua di una misura temporanea, risulta sempre permanente”.

Semplicemente, la Fed si è messa in una posizione in cui non esiste una exit strategy e, sebbene al momento l’inflazione intesa come indice dei prezzi al consumo non si sia ancora manifestata, si è verificata comunque una incredibile e spaventosa inflazione dei prezzi degli asset.

Noi siamo la bolla. Assistiamo a una colossale bolla nel mondo e a una bolla del debito”. A suo avviso, tutto ciò porterà a una “massiccia distruzione della ricchezza (fino a perdita 50% su base globale)”, visto che un giorno questa inflazione di asset si tradurrà in un collasso deflazionistico, in un modo o nell’altro”.