Economia

No deal Brexit, per evitarlo l’unica opzione è rimandare l’articolo 50

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In questi giorni si gioca il futuro del Regno Unito e dei rapporti con l’Unione Europea. Gli alti funzionari dei due blocchi stanno trattando, scambiandosi proposte, per trovare una soluzione al dilemma del confine tra le due Irlande. L’accordo firmato a dicembre tra le due parti è stato bocciato dal parlamento britannico.

Ma apportando delle modifiche o facendo delle aggiunte, il testo potrebbe passare lo scoglio della Camera dei Comuni il 12 marzo. Scongiurando così lo scenario indesiderato del no deal. Una Brexit “hard” senza un accordo che definisca i rapporti tra le due aree rischia di provocare il caos e infliggere danni economici pesanti a tutti, ma in particolare al Regno Unito. Secondo le stime

Il nodo riguarda il backstop al confine irlandese. Su questo punto i negoziatori di Ue e Londra convergono intorno a un’idea: aggiungere all’accordo di divorzio un testo dalla validità giuridica incontestabile. Nel testo andrebbe messa nero su bianco la promessa fatta a Londra che le autorità europee faranno di tutto per stabilire in modo rapido una relazione futura soddisfacente con il Regno Unito. Per evitare il materializzarsi del “backstop”.

Una delle piste che seguiranno in questi giorni di intense trattative riguarda la concepimento di un meccanismo di arbitraggio che permetta a Londra, se necessario, di poter far costare la cattiva fede degli europei. Ma come sottolinea una fonte diplomatica, “è estremamente difficile mettere inquadrare giuridicamente un principio di cooperazione“.

Corsa contro il tempo per evitare no deal e backstop

Se le trattative non andranno a buon fine, il no deal (scenario considerato “disastroso” da molti protagonisti e commentatori) potrebbe essere ancora evitato. Come? Prorogando la deadline del 29 marzo di qualche mese. Bruxelles preferirebbe però rimandare tutto di addirittura due anni, solo quindi se Londra ha intenzione di rivedere completamente le sue decisioni e annullare la Brexit.

Anche se un accordo viene trovato in queste giornate concitate, tuttavia, la probabilità che i parlamentari britannici lo approvino martedì prossimo sembra molto bassa. Lo scenario di una estensione limitata dell’attivazione dell’articolo 50 oltre fine marzo sarebbe l’ultima carta da giocare degli europei per evitare il no deal.

Ma come ha spiegato a Les Echos Nathalie Loiseau, ministro francese degli Affari Europei, non è affatto l’opzione auspicata. I colloqui tra Michel Barnier, capo negoziatore Ue sulla Brexit (nella foto), il suo omologo inglese Stephen Barclay, e Geoffrey Cox, procuratore generale britannico incaricato di studiare la solidità giuridica degli impegni europei, proseguono. L’ideale sarebbe quello di trovare un accordo. Ma con il trascorrere delle ore – e viste le dichiarazioni pessimiste che giungono da Bruxelles – un deal si fa sempre più difficile.