Zoom Video in orbita a Wall Street (+72%), ne beneficia anche penny stock omonima
Debutto boom per Zoom Video Communications che, ieri nel primo giorno di contrattazioni ha segnato un rialzo del 72%. Segno di come gli investitori stiano scommettendo su un’azienda a rapida crescita, che vuole farsi strada nel mercato delle video conferenze dominato da Cisco, Microsoft e Google.
Mentre il gruppo sbarcava in borsa a 65 dollari contro i 36 del prezzo di collocamento, un’altra società con un nome simile prendeva il volo.
Si tratta di Zoom Technologies, una penny stock scambiata nell’over-the-counter. In un mese il titolo ha registrato un balzo di ben il 56.000%.
Come fa notare il Wall Street Journal, confusioni di questo tipo non sono insolite. Quando nel 2013 Twitter si stava preparando alla quotazione, Tweeter Home Entertainment Group vide volare il suo titolo di oltre il 500%.
Breaking news
Apertura negativa a Wall Street tra l’ondata di vendite sui titoli tecnologici e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones perde lo 0,59% a 50.543,14 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,73% a 25.479,39 punti. Negativo anche lo S&P 500, che ha aperto a -0,51% […]
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.