Wall Street positiva in attesa giorno X. Fiducia costruttori Usa a valori record
Dopo la carrellata di dati provenienti dal fronte macro Usa, Wall Street si prepara all’evento della settimana, e anche del mese: la tanto attesa riunione della Federal Reserve, che si concluderà con l’annuncio sui tassi Usa, nella giornata di mercoledì, dopodomani, 21 settembre.
A Wall Street il Nasdaq Composite sale dello 0,55% a 5.273,34 punti; il Dow Jones havanza dello 0,62%, oltre 110 punti, a 18.238, lo S&P fa +0,62%, a 2.152,39.
Un dato positivo oggi è arrivato dal fronte immobiliare Usa, più precisamente da quello dell’edilizia.
L’indice stilato dalla National Association of Home Builders – che monitora la fiducia dei costruttori – a settembre è balzato di sei punti, a 65 punti. E’ il valore record dall’ottobre del 2015, a sua volta il più alto dal picco del boom del mercato immobiliare e superiore alle attese degli analisti di 60 punti.
In particolare, il sottoindice che monitora le condizioni delle vendite attuali è aumentato di 6 punti, a 71 punti, mentre la fiducia sulle vendite future è cresciuta di 5 punti, anch’essa a quota 71.
Il sottoindice che monitora il traffico degli acquirenti di case in Usa è avanzato a 48. Quest’ultimo non supera tuttavia il valore neutrale di 50 punti dalla metà del 2005.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.