Walgreens crolla a Wall Street su trimestrale debole, in fumo $6 miliardi
Seduta da dimenticare ieri per Walgreens: la catena di farmacie guidata dall’italiano Stefano Pessina ha sofferto la seduta peggiore dall’agosto 2014 (-12,8%) sulla scia di una trimestrale deludende e del taglio delle stime sugli utili del 2019, mandando in fumo sei miliardi di dollari di capitalizzazione.
Nel secondo trimestre fiscale dell’anno le vendite del gruppo sono aumentate del 4,6%, a 34,5 miliardi. Ma il risultato operativo è diminuito del 23,3%, a 1,5 miliardi. Con l’utile per azione a 1,24 dollari, in calo dell’8,3%. Il ceo e vice chairman Stefano Pessina conferma che “il trimestre appena concluso è stato il più difficile dalla creazione di Walgreens Boots Alliance”.
L’azienda, insieme a Delta, ha aperto la strada a una stagione delle trimestrali che si preannuncia poco brillante. Secondo le stime di FactSet, gli utili delle società quotate sull’S&P 500 scenderanno di quasi il 4%.
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Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.