Valute: attenzione al remimbi

11 Novembre 2015, di Mariangela Tessa

Quali sono le maggiori opportunità d’investimento in Cina in questo momento? A questa domanda prova a rispondere Jian Shi Cortesi, gestore del Julius Baer Multistock China Evolution Fund, che in una nota odierna scrive:

“La filosofia d’investimento del fondo si riflette nella principale questione del momento in Cina: la transizione da un’economia guidata da export e investimenti a un’economia più orientata verso servizi e consumi, cosa che ci aspettiamo continui per qualche tempo. Quindi, il cuore del nostro portafoglio ospita le società tecnologiche e quelle che beneficiano dell’incremento dei consumi. Questi sono quelli che definiamo i titoli evolution, che sono parte del modello di crescita della “nuova Cina”

Per bilanciare la volatilità più alta dei titoli evolution, e per supportarli in quei periodi in cui troviamo solo un numero limitato di idee d’investimento veramente attraenti, aggiungiamo in portafoglio nomi low-beta ad ampia capitalizzazione, che riescono ad assorbire gli shock durante i periodi di stress del mercato. In sintesi, il fondo ha due maggiori componenti: i titoli evolution per generare forti ritorni e quelli per la riduzione del rischio per smorzare i drawdown di portafoglio.

In generale, preferiamo società facili da comprendere il cui successo non dipende da troppe variabili. Un buon esempio è Kweichow Moutai, un marchio di successo di produzione di liquori, è che tra le maggiori posizioni del fondo. Nel tempo, Moutai è diventata non solo uno dei brand più attraenti in Cina, ma anche uno degli investimenti di maggior successo nel Paese. Il suo liquore di base costa circa 150 dollari a bottiglia, confrontato con il prezzo medio di vendita dei liquori cinesi che si attesta su un dollaro a bottiglia. Questo prezzo addizionale facilita margini di profitto lordi superiori al 90% e netti di circa il 50%. Nelle fasi di picco della domanda, prima dell’inasprimento sulle politiche di gifting (donazioni ai dipendenti pubblici, ndr), il prezzo alla vendita è salito fino a un massimo di 300 dollari, a causa di un’offerta molto ridotta. Quando la campagna anti-corruzione del governo è stata rinforzata, il prezzo del titolo Moutai è crollato per i timori che la società avrebbe dovuto tagliare i costi di produzione o che avrebbe sofferto un brusco crollo nei volumi venduti. Nel punto più basso dello scorso anno, il titolo scambiava a un rapporto di prezzo/utili di 8x. Fortunatamente, questi timori non si sono materializzati.

Da un punto di vista macroeconomico, siamo in qualche modo preoccupati della direzione del renminbi. Naturalmente, prevedere le oscillazione valutarie è molto difficile. Inoltre, il governo non vuole che gli investitori conoscano le sue reali intenzioni, altrimenti il mercato sarebbe in vantaggio. Tuttavia ci sono pochi elementi da considerare: la recente forza del dollaro ha comportato un apprezzamento del renminbi nei confronti di quasi tutte le altre valute. Per esempio euro e yen giapponese si sono indeboliti del più del 15% nel corso degli ultimi due anni. Nel frattempo, alcune valute dei Mercati Emergenti, come il real brasiliano o il rublo russo, si sono deprezzate del 40-50%. E questo ha messo sostanzialmente sotto pressione le esportazioni cinesi.

Una chiave per i futuri movimenti del renminbi è la direzione del dollaro. Sebbene crediamo sia intenzione del governo cinese garantire una relativa stabilità alla divisa nazionale, un ulteriore rafforzamento del biglietto verde lo renderebbe più difficile. E questo renderebbe di certo un ulteriore apprezzamento nei confronti del dollaro altamente improbabile, mentre la possibilità di deprezzamento aumenterebbe in maniera significativa. Ciò significa che evitiamo le società che sarebbero pesantemente impattate da un renminbi più debole”