Usa, report occupazionale contrastato: deludono i salari
Bene la creazione dei posti di lavoro ma male la crescita dei salari: sono questi in sintesi i due risultati più significativi che il mercato sta assorbendo del report occupazionale Usa relativo a marzo 2019.
Gli Stati Uniti hanno creato 196 mila posti di lavoro nel periodo, più dei 177 mila attesi dal mercato. I numeri di febbraio sono stati ritoccati al rialzo a 33 mila da 20 mila.
La sorpresa in negativo ha riguardato invece i salari: le retribuzioni orarie sono state decisamente inferiori alle previsioni: la variazione è stata di un mero +0,1% contro il +0,3% stimato. Si tratta di un andamento più debole del +0,4% registrato il mese prima. Su base annuale il risultato è stato del 3,2%, una percentuale positiva ma più bassa del più 3,4% di febbraio e delle stime.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.