Usa, inflazione cresciuta meno del previsto a inizio secondo trimestre
L’inflazione è aumentata del 2,2% su base annuale in il mese scorso, meno del +2,3% previsto, negli Stati Uniti. A marzo la variazione era stata pari al +2,4%. Rispetto a marzo i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,2% ad aprile, in sintonia con le stime e più del -0,3% registrato il mese precedente. I prezzi al consumo ‘core’ – escluse le componenti cibo ed energia – sono saliti dell’1,9% su base annuale in aprile contro il +2% delle previsioni che è anche stato il risultato visto a marzo.
Le cifre macro sull’inflazione erano attese dal mercato che vuole capire se la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse a giugno. L’economia americana è in ripresa nel secondo trimestre dopo la crescita molto fiacca del Pil nei primi tre mesi dell’anno, quando la prima economia del mondo ha registrato un’espansione delle attività dello 0,7%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo