Usa, indice PMI manifatturiero scende ai minimi di sette anni
Anche negli Stati Uniti, come in Eurozona, l’attività manifatturiera si è contratta nel mese di giugno a 54,6 punti dai 56 di maggio: a certificarlo è l’indice PMI del settore. La differenza è che mentre l’indice composito ha registrato un miglioramento in Europa, lo stesso non si può dire degli Usa, dove il calo del PMI manifatturiero sui minimi da novembre 2017 è stato accompagnato da una flessione anche dell’industria dei servizi (seppur lieve a quota 56,5).
A preoccupare è soprattutto la riduzione dei nuovi ordini nel manifatturiero, scesi ai livelli più bassi da settembre. l’inflazione è invece cresciuta con i costi di produzione ai massimi da settembre 2013.

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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.