Usa: fiducia consumatori a record da Grande Recessione, ma non si scommette ancora sul futuro
Occhio anche alle ultime notizie arrivate dal fronte macro degli Stati Uniti. Oltre ai numeri relativi alle condizioni di salute del mercato immobiliare Usa è stato reso noto l’indice della fiducia dei consumatori, stilato dal Conference Board.
L’indice si è attestato ad agosto a 101,1 punti dai 96,7 punti di luglio, salendo al record in quasi un anno, ovvero dal settembre del 2015, e confermandosi migliore delle attese degli analisti, che avevano previsto un valore pari a 97 punti.
“Le aspettative di breve termine relative alle condizioni di business e occupazionali, così come quelle relative ai redditi personali, sono migliorate, suggerendo la possibilità di una ripresa moderata della crescita nei prossimi mesi”, ha commentato Lynn Franco, funzionario del Conference Board.
Inoltre, la fiducia con cui oggi gli americani guardano all’economia è ai massimi dalla Grande Recessione. Il sottoindice che misura il sentiment sulle condizioni correnti è balzato a 123 da 118,8, ed è al record dalla fine del 2007.
Sui prossimi sei mesi, tuttavia, la fiducia si smorza, con il sottoindice relativo che è salito a 86,4 dagli 82 precedenti, ma ancora ben al di sotto dei massimi successivi alla ripresa post-recessione.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo