Un Draghi insolito pretende da Ue chiarezza su futuro unione monetaria

17 Marzo 2016, di Daniele Chicca

Non possiamo fare tutto da soli per rimettere in sesto l’economia europea: è il concetto espresso da Mario Draghi ai leader dell’Ue. “Serve chiarezza sul futuro della nostra unione monetaria”, e servono “riforme strutturali che facciano aumentare la domanda e gli investimenti pubblici, e che riducano le tasse”. Il messaggio del presidente della Banca centrale europea ai capi di Stato e di governo dell’Ue a Bruxelles è insolitamente critico. Draghi lo ha ripetuto lasciando il Consiglio europeo – al quale era stato invitato, come sempre, per intervenire alla discussione dedicata alla situazione economica – con una dichiarazione alla stampa del tutto inusuale, che stando a quanto riportato dai media ha pochi precedenti da quando il banchiere italiano dirige la Bce.

Ai leader dell’Ue “ho detto chiaramente – ha riferito Draghi – che, sebbene la politica monetaria sia stata l’unica politica finora ad aver spinto la ripresa negli ultimi anni, non può intervenire su alcune debolezze strutturali di base” dell’economia europea. Per affrontare quelle debolezze, ha sottolineato, “sono necessarie delle riforme strutturali, per lo più dirette a far crescere la domanda, agli investimenti pubblici e alla riduzione delle tasse”.

“Ancora più importante – ha aggiunto – è il fatto che serve chiarezza sul futuro della nostra unione monetaria. E poi – ha avvertito – ho detto chiaramente che, anche se queste riforme, questi progressi, si realizzassero meno di quanto speriamo, questa non è una buona scusa per non agire. Naturalmente se le prospettive dovessero cambiare, noi siamo pronti a prendere tutte le misure appropriate”.