Telecom Italia: azioni di risparmio corrono dopo conversione
MILANO (WSI) – Arriva la mossa anti scalata di Telecom Italia. Il board ha detto sì alla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie con un rapporto pari a 1 ed un conguaglio di 9,5 centesimi. Il gruppo guidato dall’ingegner Giuseppe Recchi, di recente oggetto di un blitz nell’azionariato da parte dell’imprenditore francese Xavier Niel ha deciso che i soci avranno la facoltà di convertire le azioni esprimendo il loro consenso e versando 9,5 cent per ogni risp detenuta.
In cambio si otterrà un’azione ordinaria. Dopo il periodo facoltativo scatterà la conversione obbligatoria, senza conguaglio, con un rapporto a 0,87. Le assemblee previste per dare l’ok all’operazione da parte dei soci ordinari di Telecom Italia si terranno il 15 e il 17 dicembre.
Un via libera subordinato, come riferiscono fonti, ad uno sconto sopra il 20% tra i due tipi di azioni di risparmio e ordinarie, che lo scorso 23 ottobre ha superato questo livello toccando al 29 di ottobre la punta del 25%. A Piazza Affari le azioni risparmio del gruppo tlc guadagnano il 5% circa in avvio di contrattazioni.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.