State Street: il rapporto tra investitori e rischio. Materie prime e Fed spaventano

30 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

BOSTON (WSI) – “Gli investitori statunitensi hanno mostrato di essere inclini al rischio per gran parte del 2015, ma sono diventati sempre più avversi al rischio verso la fine dell’anno a causa dell’incertezza della crescita globale, dei prezzi bassi delle materie prime e dell’inizio del ciclo di politica monetaria restrittiva della Fed“. Questo il commento di Ken Froot di State Street Associates relativo alla fiducia degli investitori per il mese di dicembre.

In particolare, come si legge nel comunicato stampa della società che fornisce servizi finanziari agli investitori istituzionali, l’indice globale ICI (Investor Confidence Index) si è attestato a 108,3 punti (+1,0 punto rispetto al mese di novembre). A guidare la crescita della fiducia degli investitori è un aumento dell’ICI in Europa (da 96,2 a 103,7 punti) e in Asia, dove l’indice è cresciuto di 4,6 punti attestandosi a 105,1. Al contrario l’ICI in Nord America è diminuito di 5,9 punti a 106,6.

Ecco il commento di Michael Metcalfe, Senior Managing Director e Responsabile Global Macro Strategy di State Street Global Markets.

“La reazione istintiva dei mercati azionari e obbligazionari europei è stata quella di vendere quando la BCE ha confermato il QE, senza però aumentare il suo programma di acquisti ai primi di dicembre (…) Tuttavia sembra che gli investitori europei di lungo periodo abbiano già ripreso ad investire in asset rischiosi nel corso mese”.