Sta per concludersi il rally delle materie prime?

31 Marzo 2016, di Daniele Chicca

A trimestre praticamente concluso, gli analisti di Swissquote hanno un numero sufficienti di informazioni a disposizione per poter affermare che sul valutario “il quadro economico globale è risultato abbastanza favorevole all’apprezzamento delle cosiddette commodity currencies come il Dollaro canadese e quello australiano”.

Quest’ultimo in particolare, grazie anche alla parziale retromarcia della Federal Reserve, ha cavalcato fino in fondo il rally delle materie prime e in particolare dei minerali ferrosi (+ 66% da dicembre, uno degli asset che hanno messo a segno il maggior rialzo del 2016) sulle speranze di un miglioramento delle condizioni economiche della Cina, primo Paese per importazioni.

È l’opinione espressa dagli analisti Arnaud Masset e Yann Quelenn. “Anche l’oro si è rivelato una scommessa vincente (da $ 1051 a $ 1284 dal primo gennaio) sulle incertezze generali, mentre le quotazioni del petrolio sono aumentate del 50%. Il risultato di questi processi è che i trader di tutto il mondo si sono posizionati lunghi sulle commodity currencies, portando l’Aussie sui massimi degli ultimi mesi contro il dollaro”.

“Noi tuttavia riteniamo che questa euforia non sia più giustificata dal momento che i fondamentali non supportano una crescita ulteriore rispetto ai prezzi attuali. La domanda cinese è infatti stata sovrastimata, pertanto ci si attende quanto meno una stabilizzazione dei corsi con un conseguente consolidamento dei livelli del Dollaro australiano, per quanto non si esclude che il momento positivo possa proseguire nel breve. Anche il Dollaro neozelandese sta testando una resistenza chiave a 0,6897 contro il biglietto verde, nonostante riteniamo che occorra molta cautela, considerando l’orientamento ribassista della banca centrale e il probabile ritracciamento delle materie prime”.

“Non crediamo che la pubblicazione dei dati macroeconomici di Ottawa oggi possano influire sul Loonie più di quanto possano le sfumature della politica monetaria americana. Come andiamo dicendo da un po’ di tempo, i rialzi annunciati dalla Fed sono stati stimati per eccesso, senza tenere in giusta considerazione la debolezza dell’economia a stella e strisce. Ecco perchè riteniamo che quest’anno non vi sarà alcun rialzo ulteriore. Di conseguenza ci aspettiamo un rafforzamento della valuta canadese a 1,2900″.