S&P: con Le Pen ritorno al franco, maggiore default di sempre e fine euro
La vittoria di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali francesi, difficile ma non impossibile stando ai sondaggi, significherebbe un ritorno al franco, il maggiore default della storia e il collasso dell’area euro. Circa 1.700 miliardi di euro di debito pubblico potrebbero essere ridenominati in franchi francesi se il Front National sale al potere alle elezioni di fine aprile e inizio maggio.
Secondo quanto riferito da funzionari del partito al Financial Times, la leader della fazione di destra radicale anti europeista cercherebbe di ridenominare in franchi – la moneta in circolazione in Francia prima dell’avvento dell’euro nel 2000 – circa l’80% del debito pubblico della Francia. L’agenzia di rating S&P stima che questo significa prepararsi al maggiore default sovrano della storia, un evento che minaccia l’esistenza stessa della moneta unica.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo