Saipem, AD: in caso di difficoltà rielaboreremo il piano strategico

26 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

L’ad di Saipem, Stefano Cao, a colloquio con “Repubblica” difende la scelta dell’aumento di capitale con cui la società operante nella realizzazione di infrastrutture per l’estrazione petrolifera, con il quale sono stati incassati “i 3,5 miliardi con cui proseguire il rifinanziamento e rimborsare il debito all’Eni” afferma Cao, “ora Saipem ha 2 miliardi di debito invece di 5,4”. Il momento è particolarmente difficile per tutto il comparto petrolifero, dovuto al calo dei prezzi del greggio. Ma l’ad di Saipem promette:

Entro fine 2016 avremo un debito sotto 1,5 miliardi, per una struttura patrimoniale assolutamente equilibrata. L’altra certezza è che lavoriamo al recupero di 1,5 miliardi di costi, e a identificare ulteriori tagli perché è essenziale continuare il processo di efficienza, fornendo alle major strumenti per sviluppare idrocarburi a costi più competitivi. Poi c’è la componente tecnologica, centrale nella riduzione dei costi. Nel pubblicare i conti abbiamo mantenuto impegni precisi, confermando le stime sull’anno scorso e gli obiettivi 2016, che si basano in larga parte su ordini già in lavorazione e ci vedranno tornare all’utile netto per circa 300 milioni.

Ma, in seguito, Cao avverte:

Abbiamo scritto nel prospetto che il piano era basato su un prezzo del petrolio in recupero: con altrettanta trasparenza dico che resteremo vigili, e potremmo anticipare la rielaborazione del piano strategico se nel 2016 vedessimo difficoltà oggettive ad acquisire nuovi progetti.