Rischio recessione: dati immobiliari Usa suonano campanello d’allarme
Dal momento che il mercato immobiliare è stato fin qui una delle note positive della ripresa americana, preoccupa e non poco il rallentamento dell’attività di costruzione edile registrato a marzo. Cresce il numero di analisti che parla di un probabile scenario di recessione in vista della pubblicazione dei dati sul Pil del primo trimestre la settimana prossima, che a giudicare dalle stime mostreranno una crescita modesta. I numeri verranno pubblicati subito dopo la riunione di due giorni della Fed.
Grazie ai rialzi di gennaio e febbraio, il tonfo su base mensile dell’8,8% dei nuovi cantieri edili a marzo e del 7,7% delle licenze di costruzione non avranno un impatto deleterio sul Pil. Ma visto che le licenze di costruzione offrono un’indicazione di come si comporterà l’attività nel secondo trimestre, i dati macro dovrebbero suonare un campanello d’allarme secondo gli analisti di ING. La banca prevede un’espansione del Pil dell’1,9% nel 2016 ma l’andamento molto fiacco dei primi tre mesi dell’anno spingerà gli analisti a rivedere al ribasso questa percentuale a un livello intorno all’1,5%.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.