Raiffeisen Capital: tra gli emergenti puntare sull’Europa Centro Orientale

1 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Per gli analisti di Raiffeisen Capital Management i mercati emergenti che, al momento, presentano maggiori potenzialità’ di rialzo sono  i paesi della regione dell’Europa centro-orientale (CEE). 

“Considerando il perdurare del calo dei prezzi delle materie prime e di molti fattori specifici ai paesi, l’andamento dei singoli mercati azionari nei paesi emergenti dovrebbe essere molto eterogeneo anche nel 2016. Tra i nostri favoriti ci sono i paesi della regione dell’Europa centro-orientale (CEE). Essi traggono profitto dal crollo dei prezzi delle materie prime e dal proseguimento della ripresa congiunturale nella zona euro. A ciò si aggiungono gli effetti collaterali tendenzialmente positivi della politica monetaria ultra espansiva della BCE per i suoi mercati finanziari e la stabilità della politica interna relativamente alta”  si legge in una nota odierna in cui si aggiunge:

“Quest’ultima al momento va vista con qualche riserva proprio per quanto riguarda la Polonia. La nuova accoppiata tra presidente e governo nazionalista e conservatore di destra sta provocando notevoli problemi agli investitori e nelle relazioni intraeuropee.
Oltre alla regione centro-europea potrebbero mostrare un buon profilo di rischio-rendimento anche alcuni paesi emergenti asiatici. Questi dipendono spesso in modo significativo dall’economia cinese, il che presenta sia rischi che opportunità relative. Questi ultimi potrebbero realizzarsi soprattutto se i timori ampiamente diffusi riguardo all’economia cinese si dovessero dimostrare troppo pessimistici”.

Buone possibilita’ vengono individuate anche in India: “che continua a sembrare promettente, sarà però molto decisivo in che misura saranno implementati i progetti ambiziosi del governo. Per ora bisogna ancora valutare con scetticismo il Brasile; il paese dovrà molto probabilmente affrontare tempi difficili a livello economico e di politica interna. Ciò non esclude ovviamente che le singole aziende potrebbero offrire buone opportunità ancora prima di un’apparente svolta dell’economia”.