Prysmian, in ripresa le vendita Cina. Ancora da definire impatto coronavirus sugli utili

31 Marzo 2020, di Redazione Wall Street Italia

Per Prysmian l’impatto dell’epidemia di coronavirus sulle stime di utili per il 2020 non è stato ancora completato anche se le vendite in Cina stanno recuperando dopo il blocco di due mesi a causa dell’epidemia.

In un’intervista all’agenzia Reuters l’ad Valerio Battista si è detto fiducioso che i principali business in cui opera l’azienda permetteranno di fronteggiare gli effetti negativi prodotti dall’emergenza in corso.

Nei primi giorni di marzo, il maggiore produttore di cavi al mondo, aveva fornito la stima di utile core 2020 tra 0,95 e 1,02 miliardi di euro, sottolineando che le previsioni non incorporavano l’impatto da coronavirus.

Battista ha poi ricordato che “è prematuro fare previsioni”. “Al momento confermiamo ciò che abbiamo detto allora, con tutte le avvertenze a cui abbiamo fatto riferimento”.

Con 106 impianti nel mondo Prysmian trae vantaggio dalla sua elevata differenziazione di business. La chiusura degli stabilimenti riguarda Paesi come Italia e Spagna, mentre nel resto dell’Europa, negli Usa e in Asia la produzione prosegue.

“In Cina siamo ripartiti oltre le nostre previsioni dopo una fermata di due mesi”, ha aggiunto il manager.

Inoltre Battista non prevede problemi di liquidità per il gruppo e ribadisce l’obiettivo di free cash flow di circa 330 milioni di euro per il 2020.

Per quanto riguarda i dividendi ieri la società milanese ha annunciato il taglio della cedola sui conti 2019 a 0,25 euro, rispetto a quello originariamente proposto di 0,50 euro, riservandosi di decidere se distribuire la restante parte nei prossimi mesi.