Produttività debole in Usa, alert dal costo unitario lavoro. Trend non sostenibile

2 Febbraio 2017, di Laura Naka Antonelli

Nel quarto trimestre del 2016 la produttività degli Stati Uniti è salita su base annua dell’1,3%. Il governo ha rivisto inoltre al rialzo la crescita del terzo trimestre a +3,5%, dal +3,1% inizialmente reso noto.

Dal dato emerge tuttavia che il costo unitario del lavoro, nell’intero 2016, è balzato al tasso più veloce in ben nove anni, salendo di ben +2,6%. Il rialzo è stato il più forte, di fatto, dal 2007.

Si tratta di valori poco confortanti, visto che la produttività relativa all’intero 2016 è salita di appena +0,2%, al ritmo più basso dal 2011, confermando così il trend estremamente debole che va avanti dal periodo post recessione.

Il fattore preoccupante è che i costi del lavoro stanno salendo più della produttività, un trend non sostenibile nel lungo termine.

Se la produttività non migliorerà, le aziende saranno costrette a diminuire gli incrementi delle paghe o attraverso i licenziamenti dei dipendenti o attraverso la riduzione delle ore lavorate. Un’altra opzione potrebbe essere quella di investire più risorse nel training o nell’acquisizione di attrezzature che possano aiutare i lavoratori a diventare più produttivi. Tuttavia le aziende sono state riluttanti a puntare su maggiori investimenti in tal senso.