Produttività debole in Usa, alert dal costo unitario lavoro. Trend non sostenibile
Nel quarto trimestre del 2016 la produttività degli Stati Uniti è salita su base annua dell’1,3%. Il governo ha rivisto inoltre al rialzo la crescita del terzo trimestre a +3,5%, dal +3,1% inizialmente reso noto.
Dal dato emerge tuttavia che il costo unitario del lavoro, nell’intero 2016, è balzato al tasso più veloce in ben nove anni, salendo di ben +2,6%. Il rialzo è stato il più forte, di fatto, dal 2007.
Si tratta di valori poco confortanti, visto che la produttività relativa all’intero 2016 è salita di appena +0,2%, al ritmo più basso dal 2011, confermando così il trend estremamente debole che va avanti dal periodo post recessione.
Il fattore preoccupante è che i costi del lavoro stanno salendo più della produttività, un trend non sostenibile nel lungo termine.
Se la produttività non migliorerà, le aziende saranno costrette a diminuire gli incrementi delle paghe o attraverso i licenziamenti dei dipendenti o attraverso la riduzione delle ore lavorate. Un’altra opzione potrebbe essere quella di investire più risorse nel training o nell’acquisizione di attrezzature che possano aiutare i lavoratori a diventare più produttivi. Tuttavia le aziende sono state riluttanti a puntare su maggiori investimenti in tal senso.
Breaking news
Wall Street apre in rialzo dopo l’annuncio di un accordo per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran. La cerimonia ufficiale si terrà venerdì in Svizzera. I principali indici azionari statunitensi registrano guadagni significativi. Gli investitori attendono dati economici e la riunione della Federal Reserve.
La produzione industriale negli Stati Uniti ha registrato un leggero aumento dello 0,1% a maggio, secondo i dati della Federal Reserve. Questo incremento, inferiore alle attese dello 0,3%, porta l’indice a 102,6 punti. Rispetto all’anno precedente, la produzione è cresciuta dell’1,7%. Il settore manifatturiero ha visto un aumento dello 0,7%, mentre il minerario è salito dell’1,3%. Le utilities hanno invece subito un calo dello 0,4%.
TheFork, la nota piattaforma per la prenotazione online di ristoranti, passa da TripAdvisor ad American Express. La transazione, dal valore di 700 milioni di dollari, rientra nella strategia di espansione di American Express nel settore della ristorazione, seguendo le precedenti acquisizioni di Resy e Tock. Si prevede che l’accordo si concluda entro il 2026, ampliando il network di ristoranti prenotabili a circa 75.000.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.