Pil Usa confermato al +4,2% come previsto, Trump può esultare
Donald Trump può mandare un altro dei suoi tweet entusiasti: la crescita del Pil americano è stata del 4,2% nel secondo trimestre, come era stato precedentemente riportato e come dicevano le previsioni. È il risultato migliore degli ultimi quattro anni (vedi grafico) e la dimostrazione che la prima economia al mondo continua a tirare la ripresa globale, grazie anche alle misure di riduzione della pressione fiscale.
La crescita dell’attività è stata nel complesso del 3,2% nella prima metà dell’anno, mentre nel primo trimestre il Pil si è limitato a un’espansione del 2,2%. L’indice deflatore (dato definitivo) si è attestato a +3,3%, una percentuale che si confronta con la variazione positiva del 3,2% resa nota in antecedenza. Le spese al consumo, fondamentali per l’economia Usa, si sono incrementate del 3,8%, come era stato annunciato nell’ultima lettura.

Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play