Piano UniCredit: 6.500 ulteriori esuberi entro il 2019
“Il piano industriale di Unicredit prevede ulteriori 6.500 esuberi netti entro il 2019, per una riduzione totale netta degli FTE (ovvero dipendenti a tempo pieno) di circa 14.000 unità entro il 2019”. E’ quanto comunica la nota sul piano industriale della banca diramata stamattina
Il piano strategico di UniCredit comporterà risparmi annui ricorrenti netti per un valore di 1,7 miliardi di euro dal 2019 e un rapporto costi/ricavi che sarà inferiore al 52% a partire dal 2019.
Al 2019 inoltre UniCredit prevede un costo del rischio a 49 punti base, in calo di 40 punti base rispetto al 2015.
All’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria e straordinaria dei soci convocate dal cda in unica convocazione per il 12 gennaio 2017, oltre alla proposta dell’aumento di capitale, anche il raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio nel rapporto di una nuova ogni 10 possedute per entrambe le categorie.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play