Petrolio, scorte giù negli Usa. Ma i dati non bastano a sostenere i prezzi
Sul fronte delle materie prime, focus sull’inversione di rotta dei prezzi del petrolio, che virano in territorio positivo dopo la diffusione dei dati sulle scorte Usa, per poi tornare a puntare verso il basso.
L’EIA (agenzia per l’informazione sull’energia in Usa) ha reso noto di fatto che, nella settimana terminata lo scorso 10 giugno, le scorte di petrolio crude degli Stati Uniti sono scese di 900.000 barili. In realtà il calo è stato comunque inferiore a quanto previsto da S&P Global Platts, che aveva parlato di una flessione di 1,4 milioni di barili.
Le scorte di benzina sono scese di 2,6 milioni di barili, mentre quelle di distillati sono salite di 800.000 unità.
I prezzi del petrolio scambiati a New York sono saliti di 11 centesimi, o +0,2%, dopo la comunicazione dei dati, ma hanno virato poi di nuovo in rosso. Al momento il contratto WTI cede -0,19% a $48,40, mentre il Brent scende dello 0,62%, a $49,52.
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Il Bureau of Economic Analysis ha rivisto al rialzo la crescita del PIL statunitense per il primo trimestre del 2026, portandolo al 2,1% su base trimestrale. L’inflazione misurata attraverso il PCE price index è salita al 4,1% annuo. Questi dati dimostrano una ripresa più robusta rispetto alle previsioni iniziali.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese più del previsto, con una diminuzione di 12.000 unità nella settimana terminata il 20 giugno. Questo dato ha superato le aspettative del mercato, che prevedeva un calo a 223.000 richieste. Le cifre mostrano un aumento nel numero complessivo dei beneficiari.
JPMorgan Chase riorganizza la prima linea manageriale e nomina Jenn Piepszak nuova Chief Operating Officer. La manager assume il ruolo di numero due della maggiore banca statunitense, prendendo il posto di Daniel Pinto, che lascerà il gruppo alla fine del 2026 dopo oltre quarant’anni di carriera interna