Petrolio sale dopo dati sulle scorte settimanali Usa
Il petrolio guadagna terreno nonostante i timori legati al futuro dell’amministrazione Trump e alle capacità del governo di mettere in pratica l’ambiziosa agenda politica di riforme pro crescita e misure pro aziende.
Le scorte di petrolio sono calate di 1,75 milioni di barili la settimana scorsa negli Stati Uniti, meno dei 2,4 milioni previsti. Il totale è comunque sceso di molto a quota 520,77 milioni e il mercato del petrolio sembra soddisfatto dai dati, tanto è vero che Brent e WTI salgono con decisione.

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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo