Petrolio giù. Focus sull’oro, smobilizzi scatenati dalle banche centrali: ecco perchè

30 Agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Sul mercato delle materie prime, i prezzi del petrolio WTI segnano una flessione -1,21%, a $46,41 al barile, mentre il Brent fa peggio, cedendo -1,56%, a $48,49 al barile.

Sotto pressione anche l’ oro, che arretra -0,41%, a $1.321,70 al barile. Sul frontre dell’oro, occhio alla strategia delle banche centrali, che detengono – stando ai dati del World Gold Council compilati da Bloomberg -32.900 tonnellate di lingotti, e che nei tre mesi terminati a giugno hanno ridotto i loro acquisti di ben il 40%, al minimo dal 2011. Si è trattato del terzo calo consecutivo negli acquisti di oro degli istituti, la fase più duratura in almeno cinque anni.

La decisione di smorzare gli acquisti è conseguente al rally delle quotazioni, che si è tradotto per l’oro nel primo semestre di guadagni più solido in 40 anni. John Nugee, ex gestore delle riserve presso la Bank of England ha spiegato la strategia affermando che le banche centrali dei mercati emergenti hanno deciso di moderare i loro acquisti, a causa delle minori quantità di cash che ricevono, sulla scia della flessione delle esportazioni.