Petrolio giù: dati Libia mettono in dubbio efficacia tagli produzione
I prezzi del petrolio sono sotto pressione stamattina in Borsa, influenzati negativamente dai soliti timori legati all’offerta in eccesso. La Libia ha aumentato il livello di barili di petrolio prodotti a 800 mila unità questa settimana, alimentando i timori circa l’effettiva efficacia dell’accordo di taglio all’output stretto dall’OPEC e dai paesi esportatori che non fanno parte del cartello.
Sui mercati energetici i prezzi del Brent sono scesi in area 50,85 dollari al barile (-1,91%), mentre i contratti analoghi sul Wti americano perdono l’1,75% a quota 48,79 dollari al barile.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.