Perché dopo le elezioni in Germania è iniziata la discesa dell’euro

16 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

L’euro incarna i piani per una maggiore centralizzazione, un rafforzamento dell’unità e dell’unione bancaria in Europa. La vittoria di Pirro di Angela Merkel alle ultime elezioni, cui si affianca la possibilità molto alta di formazione di una coalizione di governo con i liberali tedeschi (FDP), che negli ultimi anni sotto la guida di Christian Lindner hanno assunto un orientamento più nazionalista, rende più difficile l’attuazione di tali progetti ambiziosi.

È questo scenario pertanto una delle ragioni principali citate dagli analisti che vengono associate ai cali dell’euro. Successivamente all’esito delle elezioni federali della Germania, la moneta unica ha iniziato una fase di indebolimento. A settembre hanno intrapreso la strada dei ribassi anche i titoli delle banche greche. Il 22 settembre, due giorni prima del voto, l’euro valeva 1,1951 dollari. Da quel momento è iniziata un trend negativo e il 5 ottobre l’euro quotava $1,1711. Oggi ne vale poco più di $1,18.

Se il partito FDP, favorevole alla Grexit, entra nel governo tedesco come sembra, infatti, spiega il commentatore di mercato ed economista tedesco Philip Bagus, “i piani per una maggiore centralizzazione, i salvataggi statali ed uno stato supremo europeo subiranno una grande battuta d’arresto“. Emmanuel Macron, presidente francese, secondo Le Monde avrebbe confidato ai suoi in luglio che se Merkel “si allea con il FDP, sono morto”.