Panico a Piazza Affari, indice Ftse Mib crolla oltre -12%. Crash titoli banche
Borsa Milano è tra i listini azionari più colpiti dal concretizzarsi dello scenario Brexit nel Regno Unito. L’indice azionario di riferimento Ftse Mib ha anche accelerato al ribasso nel finale, crollando -12,48%, a 15.723,81 punti.
Attacco all’Italia? Sicuramente, il panico a Piazza Affari c’è stato. Banche KO, con ribassi che superano anche -20%. MPS -15%, Bper -23%, BPM -22,4%, BP -22,4%.
Il Brexit ha avuto un effetto negativo soprattutto sugli indici azionari dei paesi periferici dell’Europa. Non solo Milano, forti ribassi anche per Madrid -12,35% e per Atene, la peggiore di tutte con -13,42%.
A dimostrazione del fatto che probabilmente lo scenario Brexit metterà in difficoltà più l’Unione europea e l’Eurozona, la borsa di Londra ha chiuso in flessione di ‘appena’ -2,76%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.