Oro rimarrà sotto pressione fino a gennaio: colpa della Fed

24 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Le quotazioni dell’oro scambiano da ieri sotto i 1.200 dollari l’oncia. È la prima volta da febbraio che viene bucata al ribasso tale cifra. Sui mercati sul valore del bene rifugio per eccellenza pesa il rafforzamento del dollaro e le prospettive per una stretta monetaria negli Stati Uniti: quella che quasi certamente imporrà la Fed a dicembre sarà soltanto la seconda negli ultimi dieci anni.

Ormai l’era dei tassi zero volge al termine e la performance del metallo potrebbe subire ulteriori cali da qui fino al 14 dicembre, giorno della riunione di politica monetaria della Federal Reserve: un aumento dei tassi riduce infatti l’attrattiva dell’oro sui mercati finanziari (segui live blog).Come spiega all’emittente Cnbc Mihir Kapadia, CEO e fondatore Sun Global Investments, “anche se l’oro potrebbe ottenere un sostegno stagionale (di calendario) a dicembre e gennaio, un contesto con tassi più alti a gennaio finirà per ridurre i ritorni da investimento per chi ha creduto nell’oro”.