Obbligazioni ad alto rendimento: semaforo verde per tutto il 2016

1 Dicembre 2015, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – “Le obbligazioni ad alto rendimento negli USA presenta ancora ottime prospettive per il 2016; potendo beneficiare largamente di un miglioramento delle prospettive economiche americane”. La pensa così Clint Comeaux, gestore del Muzinich Americayield fund, in un suo recente road show nelle principali capitali finanziarie europee ha analizzato la situazione economica e le prospettive del mercato obbligazionario High yield.

Secondo Clint la prospettiva d’investimento in obbligazioni ad alto rendimento negli USA presenta ancora ottime prospettive per il 2016; potendo beneficiare largamente di un miglioramento delle prospettive economiche americane.

“Il debito societario negli USA – sottolinea Clint – ha una riserva di valore dal grande potenziale. L’High yield avrà performance migliori dei Treasury per tutto il 2016. La grande sfida sta nel saper scegliere tra titoli e settori evitando, in particolare, quelli più in sofferenza come metalli e minerari ed essendo molto selettivi sull’energia”

Analizzando i vari settori, l’energia rappresenta una importante percentuale dell’indice complessivo dell’High yield americano ed una componente importante è costituita da titoli che possono essere impattati solo relativamente dalla discesa del prezzo del petrolio. Ciò significa che il settore, attentamente analizzato, consente di selezionare interessanti opportunità di investimento.

Analizzando la situazione macroeconomica, Clint sottolinea come la domanda strutturale di reddito fisso, a livello mondiale, favorisce il mercato delle obbligazioni High yield. E nel prossimo futuro le prospettive sono più che rosee per gli High yield. “Lo yield dell’indice BofA Merrill Lynch US High Yield Constrained è del 7,4%, con uno spread di 550 punti base al 30 ottobre, il che costituisce un cuscinetto per la sovraperformance degli High yield rispetto ai T-bond l’anno prossimo. Ci attendiamo un tasso di default sebbene in crescita, basso specie se escludiamo il settore energy con spread stabili o che vanno restringendosi.”

Le elezioni presidenziali americane del 2016 avranno un forte impatto su vari settori economici e, in particolare, sulla sanità (che insieme alle aziende farmaceutiche pesa il 15% circa del mercato High yield americano), energia (14%) ed infrastrutture.

Il rialzo dei tassi FED ritiene Clint, invece, se avverrà con un modo graduale, non avrà un impatto importante sul comparto degli High yield; l’unico scenario negativo potrebbe essere quello deflattivo che, tuttavia, ritiene estremamente improbabile.

Il portafoglio denuncia, con le sue scelte, un cauto ottimismo: è posizionato soprattutto su titoli domestici con un sottopeso di titoli ciclici; più numerosi i titoli di aziende all’interno del portafoglio e con un sovrappeso dei settori che meglio potranno beneficiare di una ripresa dell’economia USA rispetto alle altre economie.

Anche per l’investitore italiano, preoccupato della discesa dei rendimenti dei titoli di stato italiani, le obbligazioni High yield americane rappresentano una valida e solida alternativa di investimento